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Utente: aliceassassina
…una sigaretta rullata, fragole e cavalli, il mare, i disegni fatti a mano, le scarpette da bambina, birra lasagne vino e limoncello, una buona forchetta, due anelli su una mano, le fotografie improbabili,un concerto con gli amici e un viaggio con le amiche, sono un sorriso, sono la gabbianella e pure un po’ il gatto…

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Caos calmo - Sandro Veronesi
La Prosivendola - Daniel Pennac
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La bambina che salvava i libri- Marcus Zusak
Caos Calmo - Sandro Veronesi
Atomico Dandi - Piersandro Pallavicini
In fondo alla palude - Joe R. Lansdale
La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey Niffenegger
La Prosivendola - Daniel Pennac
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"Raga', non ce la faccio a stare con uno che beve meno di me!!!" (Frà)
"Infatti non ti si caga nessuno, st'alcolizzata..." (anonimo)


"...e quello pensava che fossi una cretina!" (Frà)
"Ma come si permette di darti della cretina???Lo sanno tutti che sei un' IMBECILLE!" (Sorella di Frà)

e abbassa sta musica che poi diventi sorda come nonno

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@ Sesto Fiorentino Italian Wawe 21 Luglio
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@ Sapienza 26 Luglio
Marta sui tubi
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Alessandro Raina
@ Traffic - 26 Settembre
Nada
@ Stazione Birra - 28 Settembre
Subsonica
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Port-Royale
@ Circolo degli artisti 6 Dicembre
Amor Fou
@ Circolo degli artisti 12 Gennaio
Subsonica
@ Palalottomatica 7 Marzo
Peppone e Compari
@ Locanda Atlantide 22 Maggio
Subsonica
@ Molo - Formia 6 Giugno
Max Gazzè
@ Molo - Formia 7 Giugno
Marcosbanda
@ Roma 13 Giugno
Radiohead
@ Arena Civica Milano 18 Giugno
DjSet Boosta&Samuel
@ Gayvillage Roma 27 giugno

Partecipano

domenica, 14 dicembre 2008


"Il bambino chiese alla bambina di dire nel barattolo 'Ti amo', senza fornirle altre spiegazioni.
"E lei non gliene chiese, nè disse 'che sciocchezza', o 'siamo troppo giovani per l'amore'; e non suggerì neanche alla lontana che diceva 'ti amo' perchè glielo aveva chiesto lui. Invece, gli rispose: 'Ti amo'. Il messaggio viaggio per lo yo-yo, la bambola, il diario, la collana, la trapunta, il filo da bucato, il regalo di compleanno, l'arpa, la bustina da tè, la racchetta da tennis, l'orlo della gonna che un giorno lui avrebbe dovuto toglierle" "Il bambino coprì il suo barattolo con un coperchio, lo staccò dalla corda e collocò l'amore della bambina per lui su un ripiano nel proprio armadio. Ovviamente, non potè mai aprire il barattolo altrimenti avrebbe perso il contenuto.
Gli bastava sapere che era lì.

Molto forte, incredibilmente vicino
Jonathan Safran Foer


E oggi vorrei solo sentire canzoni d'altri tempi, magari quelle degli anni 20, magari in francese, magari proprio con il grammofono.
Mettermi lì in una stanza della fantasia con la carta da parati al muro, un bel grammofono con l'altoparlante in ottone, le scarpe lucide, i capelli in un carrè perfetto, un cappello con un fiore al lato e un bel trucco agli occhi.
E danzare su quelle note d'altri tempi mentre fuori si prepara la bufera e non pensare a niente e a nessuno o pensare a tutte le cose insieme, nomicoseanimalicittà, così da non lasciar passare nessun pensiero ma fare un unico gomitolo e giocarci come un gatto.
Ma gatto non sono.

postato da: aliceassassina alle ore 13:45 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, libri
martedì, 09 settembre 2008

Delle rivelazioni da mal di testa

Avete presente una canzone country?
Una qualsiasi.
Ecco, in questi giorni mi sento come una canzone country, di quelle alla Bob Dylan giovane.
Una canzone leggera, chitarra e armonica, una manciata di parole e niente più.
Leggera e semplice.
Come sospesa su una nuvola a guardare in basso e sorridere perchè quello che non posso cambiare me lo tengo ma quello che c'è da cambiare lo sto cambiando.
Quindi mi apro agli altri, li accolgo, parlo, straparlo, ascolto davvero e faccio sforzi perchè ne vale la pena.
Una cosa bella si deve coltivare. Serve acqua, tempo, devozione, passione e pazienza.
Con una cosa bella bisogna parlare, sempre, senza aver paura di farlo e avere dei segreti.
Perchè i segreti tra due persone sono la cosa più bella del mondo.
Come quando da bambina da bambina escogitavo un piano diabolico e poi guardavo l'altro collaboratore e facevo Shhhh!! mentre ridevamo perchè quella cosa la sapevamo solo noi e nessun altro.
Il segreto crea complicità e unisce.
E' una sorta di linguaggio cifrato fatto di parole strane che assumono significato solo per le persone interessate, di sguardi, di battute, di scazzi, di storia antica rivisitata in romanesco, di desideri espressi e di sentimenti.
Che poi SENTIMENTO è una strana parola. Non ci sono mai andata d'accordo perchè mi sembrava troppo "qualificativa". Mi intimoriva.
Il primo significato sul vocabolario e: stato emotivo relativamente stabile derivato da un moto interiore di marca positiva o negativa, che si può o meno manifestare esteriormente
e allora sulla stabilità relativa non ci siamo proprio perchè qua di stabile c'è ben poco.
Se però scavo un poco trovo scritto che il sentimento è l’affettività in contrapposizione alla ragione e all’intelletto o anche slancio affettivo o partecipazione emotiva carica di calore e di intensità
allora dico di sì, che così va meglio perchè queste cose ce l'ho, dentro dentro, ma ce l'ho e le tiro fuori.

Allora tette in fuori, panza in dentro e avanti a capofitto verso la destinazione.
Senza paura e con un dispensatore di bolle di sapone in mano.



postato da: aliceassassina alle ore 20:15 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, eh , zzi miei, ungigante
mercoledì, 11 giugno 2008

A volte basta poco per togliersi un mattone dallo stomaco, talmente poco che una volto tolto dici "Azz ma allora era facile".
A me sono bastati due biglietti per togliermi un mattone di 6 mesi e camminare e dormire senza la pesantezza che quei pezzi di carta plastificata mi davano.
Allora via, passaggio di mano, foglio di carta che va foglio di carta che viene. Frasi dette a cuor leggero, chè prima ero arrabbiata e adesso no.
E mi sono sentita sollevata, per un momento senza i piedi per terra.
Volare, per piccolissimi secondi, si può.



postato da: aliceassassina alle ore 09:33 | link | commenti (9)
categorie: riflessioni, autocelebrazioni, bella pe me
lunedì, 21 aprile 2008

Rubo lo spunto ad una donna magica e controllo l'oroscopo dell'Internazionale.
Non c'ho mai creduto a ste cose cosmiche e astrologiche ma quegli oroscopi sono carini da leggere e poi ultimamente sto credendo un po' a tutto perchè mi sono stancata di non credere a niente e a non fidarmi di nessuno.
Andare in giro a chiappe strette serve solo a sentire più dolore quando lo prendi in culo ( e su questa ci metto il copyright).
Insomma l'oroscopo settimanale dice:
Alcune piante delle foreste tropicali del Sudamerica hanno bisogno dei pipistrelli per riprodursi. Questi animali, infatti, mangiano i loro frutti e poi spargono i semi dall'alto attraverso gli escrementi. I biologi chiamano questo fenomeno con un nome poetico: pioggia di semi. Non credo di esagerare se dico che questa è una buona metafora della tua situazione attuale, Bilancia. Come quelle piante dipendono dai pipistrelli, anche tu potresti aver bisogno di agenti della fertilità che agiscono in modo apparentemente incomprensibile.

E c'ha ragione, non so perchè ma so che c'ha ragione.
E' un tempo che da sola non ce la faccio, da sola non basta, che mi appoggio mentre cado e mi vergogno, che tendo la mano ma mentre lo faccio me la taglio perchè è tutto sciocco, ma sciocco evidentemente non lo è.
Faccio fatica a star da sola, a fare le cose da sola, io gran donna che faceva tutto senza l'aiuto di nessuno, mi ritrovo in posta spaesata se mi giro e non vedo mia sorella e sta cosa non va bene, proprio no.
E mi guardo intorno, guardo le mie amiche, una faccia triste e magra  e una facciata da dura, con un cuore che è diventato piccino per quanto si è accartocciato ma è il loro, io lo conosco ed è troppo bello per diventare piccolo, e mi rendo conto che siamo contornate da una manica di stronzi o che almeno andiamo a cercarceli davvero per bene, con tanto di lanternino.
E mi viene da piangere, anzi no, mi vengono le lacrime ma fuori non le butto e c'ho paura perchè se non esce così dovrà uscire in altro modo e l'altro modo lo conosco e mi fa paura.
E sta paura è la nuova ossessione della Frà, dopo i capelli rasati, le spille da balia nelle orecchie, i tacchi a spillo, è arrivata un giorno e ha detto "mbè ci sto pure io, anzi facciamo che ci sto SOLO io finchè non capisci un po' di cose" ma io ste cose non le capisco.
E sembra come essere a scuola.
"Domani sarà il tuo primo giorno di scuola" ha detto al telefono mia mamma e io piangevo zittazitta mentre lo diceva perchè troppi primi giorni di scuola te la fanno odiare. Ma poi io non odio, non ne sono capace, non ho mai odiato nessuno quindi l'odio si trasforma in rabbia e la rabbia e solo una maschera del dolore.
E mi attacco un cartello invisibile al collo con scritto Abbracci gratis che fanno bene e non si spende nulla.
E accarezzo il cuscino con la mano al timo bianco e ci parlo, gli chiedo di aiutarmi perchè viene dalla scelta di due persone importanti e quindi mi fa bene.
Guardo fuori, ci sono i lampi, luce a mezzanotte, una sorta di Dante capovolto perchè il buio a mezzogiorno a volte ce l'ho dentro senza essere depressa che non lo sono.
Essì, domani sarà proprio il mio primo strafottutissimo giorno di scuola.
giovedì, 13 marzo 2008

Delle profonde riflessioni

Aborigeno ma in fondo io e te che cazzo se dovemo dì?

postato da: aliceassassina alle ore 10:25 | link | commenti (13)
categorie: riflessioni, sbrotti, chi ci capisce è bravo
martedì, 19 febbraio 2008

Il fine settimana appena passato ho guidato tanto. Cinquecentochilometri ( che messo a lettere rende l'idea). Da sola. Anzi no. Io, il mio panico con tanto di cintura di sicurezza, la mia musica e la mia torpedo blu. Non c'era spazio per nessun altro. Non volevo nessun altro con me. I mostri si affrontano da soli.
Chi non sa potrebbe tranquillamente dire "Embè? Che ce vò l'arte?" ma chi non sa potrebbe anche interessarsi di affari più consoni alla propria indole invece di fare domande a buffo.
Non guidavo da sola da sette mesi. Non facevo quelle strade da sette mesi. Strade che avevo fatto per anni senza pensare a niente in particolare, con noncuranza, come se fosse stata la cosa più semplice del mondo. Perchè poi è la cosa più semplice del mondo per una che è sempre stata abituata a guidare in ogni condizione metereologica, fisica ed emotiva. Ultimamente così non era. Mi sentivo tanto piccola da star male nel traffico incazzoso di Roma.
Ho iniziato sto viaggio catartico nel passato, in solitaria. Attraverso tanti luoghi fisici e non che mi hanno vista sbattuta a terra, a volte livida, a volte gonfia, a volte umiliata e in lacrime e a volte, tante volte, persa. Con un paio di cd confezionati appositamente per guardare in faccia quello che c'è davvero.
Cantavo e pensavo. Cantavo e parlavo a me, era tanto che non lo facevo. Cantavo e parlavo al navigatore che sbagliava le strada e mi faceva perdere. Cantavo e scoppiavo a ridere perchè non capivo se fosse più deficiente la voce dello schermo o io che, nonostante sapessi la strada, mi ostinavo a seguire le indicazioni.
Non so dire se tutto questo mi abbia fatto bene, se abbia forzato troppo la mano sui limiti, se ancora una volta abbia chiesto troppo a sta persona piccola che mi porto dentro. Posso dire però che mi sono guardata in faccia, non mi sono riconosciuta ma non mi sono scacciata. Ho sorriso e ho steso un piccolo tappeto rosso a me che non lo facevo da tempo.
Ho guidato e immaginavo tutti gli amici che sanno di me e che ridevano, gridavano e prendevano un po' per il culo questo strano esperimento. E alla fine sola non ero e questo è Amore*.
Ho guidato e mi sentivo, piccola, normale, grande, grandissima, pesante, leggera, triste, felice, appanicanata, serena, sola, forte. Una sorta di alice nel paese delle meraviglie tossiche.
Ho guidato di notte perchè la notte, oltre alla nebbia, porta pure consiglio. A me no ma in compenso ha portato un sacco di pensieri che non volevo fare da tempo.
E questo, forse, è un inizio.

(*) per le malelingue che dicono che non riesco a portare avanti nessun rapporto dico solo che oggi sono due anni. E basta. 

 

Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare

Subsonica - Strade

postato da: aliceassassina alle ore 13:03 | link | commenti (8)
categorie: riflessioni, amichetti, mio marito, car wars
mercoledì, 30 gennaio 2008

Delle cose capite e di quelle che no

Perchè le rivelazioni arrivano all'improvviso e non avvertono. E fanno pure un po' male ma solo all'inizio

Ho capito proprio adesso che:

Il colore della mia vita è il verde. Non il colore preferito ma il colore dell'umore. Il verde va dal verde pisello al verde bosco, tanto scuro che è quasi nero. Tra questi due estremi ci sono una varietà quasi infinita di sfumature. Basta solo vederle.

Non vale ostinarsi a cambiare per forza colore ad una giornata. Se è partita verde bosco finirà col verde bosco e io devo solo dipingermi la faccia di quel colore.

Assecondare non vuol dire arrendersi ma solo accarezzare.

Se associo troppo un gruppo ad una persona che perdo poi non riesco più a sentire il gruppo e sto gruppo, fatalità, compare in ogni dove e io ci rosico.

Il posto che non esiste, quello in cui voglio portare tutti gli amichetti, c'è ed è pure vicino.

Devo farmi un cartellone per la macchina con scritto "Smartista non ti temo"

Mi piacciono le sorprese perchè una sorpresa presuppone un pensiero e un pensiero rivolto all'altro fa bene, anche se silenzioso, a meno che non sia un pensiero di rancore, ripicca e rodimento di culo.

Mi piacciono i regali ma proprio tanto per il motivo di cui sopra. Un regalo è un pensiero preciso. è del tempo speso a pensare e a cercare le cose. è la fregola che ti prende nel momento in cui lo dai e in cui lo ricevi. non sai se piace ma ci speri perchè ti metti in gioco e ti senti vivo.

I regali mi piacciono e mi fanno commuovere ma poi la butto in caciara e rido con gli occhi lucidi.

Per diventare mio amico basta poco, davvero poco e se sei mio amico sei un pezzetto del mio cuore e vivi con me, ridi con me, ti incupisci con me e sei me.

Dire le cose per come stanno fa più male a me che alla persona a cui le dico.

Parlare con chi fa finta di non capire mi fa schifo.

Mi piace fare i mosaici con i pezzetti di cera gialla su una tovaglia nera

Avere una spilletta con un acronimo come A.F.A.B.J. mi fa sentire una pin-up uscita da una rivista patinata

Conoscere le persone che voglio conoscere ma che conosco poco mi porta sempre a sopravvalutarle tranne poi togliere la patina di incredibile che c'ho messo e vederle per quello che sono.

Devo trovare un uomo disposto a mascherarsi da Riff Raff perchè voglio troppo mascherarmi da Magenta al carnevale liberato e non devo neanche usare la parrucca.

Avere a che fare ogni giorno con i dolori degli altri, piccoli o grandi che siano logora, fa male ma se ti toglie da una parte ti da dall'altra.

La chiarezza è una cosa che forse non mi apparterrà mai totalmente ma quel poco che ho rubato dal grande baule delle cose segrete di Frà mi fa tanta luce.

Quando canto Pena da l'alma in ufficio mi sento un vecchio marinaio genovese, tipo quello del tonno insuperabile, con la sciarpa, il cappottino blu e la pipa, e scoppio a ridere sempre allo stesso punto

Metti una sera a cena co' Zio che cucina pure per me e spacca un piatto e ride perchè hai raggi che gli escono dalla pancia e non gliene frega un cazzo di tutto il buio che c'era prima perchè sto buio non c'è più e io lo voglio abbracciare ma non ci riesco e allora rido.

Metti una signorina milanese che mi abbraccia con l'abbraccio più vero degli ultimi 6 mesi o 6 anni e mi guarda e poi mi riabbraccia e io mi sento invincibile.

Metti una capa riccia che spunta dalla stazione, mi tira una busta piena di libri che parlano delle cose con le lacrime, si mette le mani in faccia e ride perchè c'ho i capelli coi petardi in testa e la faccia da orfanello dei simpson.

Prima pensavo che sì, mi ponevo delle piccole mete, ma ste mete erano tutte per una direzione sbagliata e quindi le ho tolte tutte perchè la metà mi avevano fatto male

Ora le mete le ho rimesse e le vedo tutte. Stanno vicino e voglio arrivarci da sola.

E' ora di dire abbasta a un sacco di cose.

Leggere il titolo di un racconto e vederci scritto sotto il mio nome in un libro vero, di quelli che si vendono nelle librerie, con le pagine che profumano e una copertina bellissima m'ha fatto uno strano effetto, ma credo che strano sia riconducibile a bello.

Gli strascichi nei rapporti, di qualunque natura sono, non devono esserci. Gli strascichi si trasformano prima in fili di ragnatela e poi in pezzi di ferro pesanti che non mi fanno andare avanti e sgambettare.

Ho bisogno di sgambettare come fanno i bambini quando li porti fuori stagione al mare e gli arrotoli i pantaloni al ginocchio per farli entrare nell'aqua.

Ho bisogno di puntare i piedi.
Ho bisogno di incrociare le braccia.
Ho bisogno di chiedere senza trovare mille scuse per farlo.
Ho bisogno di dire di no convincendomi di non essere una merda.

Ho delle doti onirico/divinatorie per le persone che aspettano un bambino. Quindi tu donna che non sai ancora se sei incinta o no vieni da Frà e risolverai i tuoi dubbi, altro che test di gravidanza.

Voglio stare bene anche se mi farò un culo così per arrivarci.

Tra il noto e l'ignoto devo smettere di scegliere la cosa più facile, che ovviamente è quella nota.

Buttare acido muriatico sui sentimenti non serve a niente se non a fare dei buchi ancora più grandi.

Voi, signori miei, non avete la più pallida idea di quanto siano belle le persone che mi stanno circondando in questo momento.
lunedì, 14 gennaio 2008

Just another manic monday

"I buoni gusti non fanno le buone persone. Serve altro. Si deve dare rispetto, tempo, chiarezza, fiducia e buona volontà" Dice lui.
E' la cosa più vera che abbia sentito negli ultimi tempi. Perchè se manca anche solo una di queste cose inizia la fiera delle incomprensioni, delle cose non dette, degli scrupoli di coscienza e delle spugne gettate. Perchè è bello condividere un libro, una canzone, un concerto o una bottiglia di vino ma non basta. Inseguire una chimera, un pensiero o una percezione fa star bene all'inizio ma poi ti rendi conto che è inutile. Come quando prendi la sabbia. Prima o poi dalle mani scivola, tutta. E hai voglia a fermarla, a fare il tappo con l'altra mano, ti rimane solo qualche granello dopo un po'.
Ma la sabbia, si sa, non è fatta per stare in mano.

Ascolto consigliato: Alive - Pearl Jam

postato da: aliceassassina alle ore 07:36 | link | commenti (12)
categorie: riflessioni, amichetti, chiodi a gesucristo
giovedì, 10 gennaio 2008

Si legge male,vero? Non è un caso.
L'ambiguità non fa capire un cazzo.
E mi girano le palle.

postato da: aliceassassina alle ore 15:16 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, estemporanità, sbrotti
venerdì, 04 gennaio 2008

Bella pe mme (*)

* post ad alta densità di lessico dialettale
che sono riuscita a non schiantarmi al suolo nella bolgia di via dei tribunali a Napoli
che nonostante le grida, le facce che si avvicendavano davanti a me, le luci colorate, le musiche, le cacche dei cani, i motorini sovraffollati, il traffico impazzito e i bambini che correvano ovunque ce l'ho fatta
che ho messo il panico in una bustina, tra una collana e una spilla di lanacotta, e non l'ho fatto uscire più
che volevo fare le foto alla monnezza ma quella al centro, m'hanno spiegato, non c'è perchè il decoro cittadino c'adda stà signorì.
che ho regalato al commercio partenopeo assai euro tra maglie e camicette e pantaloni e stivali e maglioni
che giravo napoli con una margherita di plastica (che altro non è che un fermaglio) tra sti capelli da vecchia signora, così, per dare un tocco di giovinezza.
che malgrado tutti gli avvertimenti degli indigeni (non portarti l'oro dietro - sì certo come se fossi la maronna 'e llarc- non dare confidenza, non infilarti nei vicoletti e blablabla) giravo tranquilla con la digitale a fotografare scritte strane e simpatiche che manco un giapponese.
che in cambio di un sorriso e qualche consiglio di applicazione dell'hennè mi faccio fare lo sconto sullo sconto
che penso a come sarebbe stata la mia vita se avessi scelto di studiare all'orientale
che maledico roma e i suoi affitti ogni volta che leggo il cartello "Affittasi mansarda il palazzotto d'epoca, 60 mq circa, appena ristrutturata, 500 euro spese incluse" 'mmocca a mmammeta a tutti i proprietari di casa romani.
che poi però ci ripenso e la maledico di meno perchè sta città m'ha visto fare tutto e un po' le voglio bene
che entro ed esco da un portone cinquanta volte perchè questo portone di legno alto almeno cinque metri ha un microportone di un metro e spicci attraverso cui passare per entrare nelle case e io mi sento un po' alice nel paese delle meraviglie e mi abbasso, entro, sorrido, esco e ripeto l'operazione
che penso che c'è qualcuno che vorrei portare nei vicoli pieni di panni stesi e di dialetto con cui sono cresciuta, di pizzafritta e trippa, di cristi velati e bimbi spogliati e accaldati che rincorrono un pallone, di negozi falliti che portano il mio cognome, di piazze che frequentavo quando ancora dovevo decidere la città che m'avrebbe adottato a diciott'anni, di sorrisi, di motorini che inchiodano e dicono "Scusate, nun v'ev vist"
che vengo scambiata per una mamma perchè rimango a guardare i bimbi piccoli e "sembrate proprio una mamma ca s'è scurdata a criatura 'a casa" ma io la creatura non ce l'ho ancora.
che attacco a parlare con chiunque mentre si fa fila per entrare in pizzeria e mi faccio raccontare le cose che non so dei vicoli.
che mi schiatto ovviamente pizza pummarola  muzzarella e tant'ammore, nu babà e na sfugliata
che mi siedo sugli scalini che m'hanno accolto esattamente dieci anni fa e mi dico che sì, camminerò pure nel deserto da tanto tempo ma ormai non voglio più fermarmi se vedo oasi o miraggi, mi servono per star bene solo il tempo di una bevuta e poi c'ho ancora più sete, tanto vale...
che canto Scanto di sirene e Le rughe sulla fronte e nonostante tutto sono contenta, con le mie duecento borsine in mano, neanche un soldo in tasca e la margherita in testa
DSCN3081
postato da: aliceassassina alle ore 17:44 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, autocelebrazioni, so soddisfazioni