Vivo da imbranata da che sono nata


A volte basta poco per togliersi un mattone dallo stomaco, talmente poco che una volto tolto dici "Azz ma allora era facile".
A me sono bastati due biglietti per togliermi un mattone di 6 mesi e camminare e dormire senza la pesantezza che quei pezzi di carta plastificata mi davano.
Allora via, passaggio di mano, foglio di carta che va foglio di carta che viene. Frasi dette a cuor leggero, chè prima ero arrabbiata e adesso no.
E mi sono sentita sollevata, per un momento senza i piedi per terra.
Volare, per piccolissimi secondi, si può.
Aborigeno ma in fondo io e te che cazzo se dovemo dì?
Il fine settimana appena passato ho guidato tanto. Cinquecentochilometri ( che messo a lettere rende l'idea). Da sola. Anzi no. Io, il mio panico con tanto di cintura di sicurezza, la mia musica e la mia torpedo blu. Non c'era spazio per nessun altro. Non volevo nessun altro con me. I mostri si affrontano da soli.
Chi non sa potrebbe tranquillamente dire "Embè? Che ce vò l'arte?" ma chi non sa potrebbe anche interessarsi di affari più consoni alla propria indole invece di fare domande a buffo.
Non guidavo da sola da sette mesi. Non facevo quelle strade da sette mesi. Strade che avevo fatto per anni senza pensare a niente in particolare, con noncuranza, come se fosse stata la cosa più semplice del mondo. Perchè poi è la cosa più semplice del mondo per una che è sempre stata abituata a guidare in ogni condizione metereologica, fisica ed emotiva. Ultimamente così non era. Mi sentivo tanto piccola da star male nel traffico incazzoso di Roma.
Ho iniziato sto viaggio catartico nel passato, in solitaria. Attraverso tanti luoghi fisici e non che mi hanno vista sbattuta a terra, a volte livida, a volte gonfia, a volte umiliata e in lacrime e a volte, tante volte, persa. Con un paio di cd confezionati appositamente per guardare in faccia quello che c'è davvero.
Cantavo e pensavo. Cantavo e parlavo a me, era tanto che non lo facevo. Cantavo e parlavo al navigatore che sbagliava le strada e mi faceva perdere. Cantavo e scoppiavo a ridere perchè non capivo se fosse più deficiente la voce dello schermo o io che, nonostante sapessi la strada, mi ostinavo a seguire le indicazioni.
Non so dire se tutto questo mi abbia fatto bene, se abbia forzato troppo la mano sui limiti, se ancora una volta abbia chiesto troppo a sta persona piccola che mi porto dentro. Posso dire però che mi sono guardata in faccia, non mi sono riconosciuta ma non mi sono scacciata. Ho sorriso e ho steso un piccolo tappeto rosso a me che non lo facevo da tempo.
Ho guidato e immaginavo tutti gli amici che sanno di me e che ridevano, gridavano e prendevano un po' per il culo questo strano esperimento. E alla fine sola non ero e questo è Amore*.
Ho guidato e mi sentivo, piccola, normale, grande, grandissima, pesante, leggera, triste, felice, appanicanata, serena, sola, forte. Una sorta di alice nel paese delle meraviglie tossiche.
Ho guidato di notte perchè la notte, oltre alla nebbia, porta pure consiglio. A me no ma in compenso ha portato un sacco di pensieri che non volevo fare da tempo.
E questo, forse, è un inizio.
(*) per le malelingue che dicono che non riesco a portare avanti nessun rapporto dico solo che oggi sono due anni. E basta.
Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare
Subsonica - Strade

"I buoni gusti non fanno le buone persone. Serve altro. Si deve dare rispetto, tempo, chiarezza, fiducia e buona volontà" Dice lui.
E' la cosa più vera che abbia sentito negli ultimi tempi. Perchè se manca anche solo una di queste cose inizia la fiera delle incomprensioni, delle cose non dette, degli scrupoli di coscienza e delle spugne gettate. Perchè è bello condividere un libro, una canzone, un concerto o una bottiglia di vino ma non basta. Inseguire una chimera, un pensiero o una percezione fa star bene all'inizio ma poi ti rendi conto che è inutile. Come quando prendi la sabbia. Prima o poi dalle mani scivola, tutta. E hai voglia a fermarla, a fare il tappo con l'altra mano, ti rimane solo qualche granello dopo un po'.
Ma la sabbia, si sa, non è fatta per stare in mano.
Ascolto consigliato: Alive - Pearl Jam

Si legge male,vero? Non è un caso.
L'ambiguità non fa capire un cazzo.
E mi girano le palle.
