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Utente: aliceassassina
…una sigaretta rullata, fragole e cavalli, il mare, i disegni fatti a mano, le scarpette da bambina, birra lasagne vino e limoncello, una buona forchetta, due anelli su una mano, le fotografie improbabili,un concerto con gli amici e un viaggio con le amiche, sono un sorriso, sono la gabbianella e pure un po’ il gatto…

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Caos calmo - Sandro Veronesi
La Prosivendola - Daniel Pennac
La meravigliosa vita dei laureati in lettere - Alessandro Carrera
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La bambina che salvava i libri- Marcus Zusak
Caos Calmo - Sandro Veronesi
Atomico Dandi - Piersandro Pallavicini
In fondo alla palude - Joe R. Lansdale
La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey Niffenegger
La Prosivendola - Daniel Pennac
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Tokio Blues - Haruky Murakami
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La Casa del Sonno - Jonathan Coe
Il meglio che possa capitare a una brioche - Pablo Tusset
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"Raga', non ce la faccio a stare con uno che beve meno di me!!!" (Frà)
"Infatti non ti si caga nessuno, st'alcolizzata..." (anonimo)


"...e quello pensava che fossi una cretina!" (Frà)
"Ma come si permette di darti della cretina???Lo sanno tutti che sei un' IMBECILLE!" (Sorella di Frà)

e abbassa sta musica che poi diventi sorda come nonno

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Cappello a Cilindro
@ Sesto Fiorentino Italian Wawe 21 Luglio
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@ Villa Ada 23 Luglio
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@ Ostia 27 Luglio
Perturbazione
@ Sapienza 26 Luglio
Marta sui tubi
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Alessandro Raina
@ Traffic - 26 Settembre
Nada
@ Stazione Birra - 28 Settembre
Subsonica
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Port-Royale
@ Circolo degli artisti 6 Dicembre
Amor Fou
@ Circolo degli artisti 12 Gennaio
Subsonica
@ Palalottomatica 7 Marzo
Peppone e Compari
@ Locanda Atlantide 22 Maggio
Subsonica
@ Molo - Formia 6 Giugno
Max Gazzè
@ Molo - Formia 7 Giugno
Marcosbanda
@ Roma 13 Giugno
Radiohead
@ Arena Civica Milano 18 Giugno
DjSet Boosta&Samuel
@ Gayvillage Roma 27 giugno

Partecipano

giovedì, 11 dicembre 2008

Quanto mi piace perde tempo nel traffico

Largo Preneste - Piazzale dei Navigatori.
Distanza 11km
Tempo di percorrenza solito: 35 minuti

Tempo di percorrenza stamattina: DUE ORE E 15 MINUTI

Ho visto persone nelle macchine piangere, truccarsi, farsi le unghie, leggere il giornale, preparare il cappio per impiccarsi e morire di vecchiaia.

Ho visto automobilisti indossare la benda da pirati e tagliare l'Appia in orizzontale, da carreggiata a carreggiata.

Ho visto code interminabili

Ho visto alberi in mezzo alla strada sradicati.

Ho visto incidenti e clacson impazziti.

Ho visto l'imbecillità umana raggiungere livelli insperati.

Ho visto pozzanghere trasformate in piscine dal Comune di Roma per il sollazzo degli automobilisti.

Ho visto due ore perse per chiederò il rimborso al gentile Prefetto di Roma che ha detto di non prendere la macchina se non strettamente necessario.

Vorrei anche aggiungere due paroline a quest'uomo tanto preoccupato per noi:

Brutto stronzo, mentre tu ti fai prendere e portare dalle autoblu con le sirene spiegate guardando gli altri morti gonfi nel traffico, io LAVORO.

Quindi a lui, al comune di roma, alle buche, alla città invivibile, vecchia, gonfia, bucata e sporca va il mio sonoro VAFFANCULO

Cordialmente,
una stronza che per colpa dell'inadeguatezza delle strade
ha perso due ore lavorative che NON le verranno pagate.

postato da: aliceassassina alle ore 11:50 | link | commenti (16)
categorie: vaffanculo, cattiverie, car wars, vammazzo
mercoledì, 29 ottobre 2008

Storie di ordinaria follia

Ovvero di come ci si sferra a sangue per risparmiare cento euro per la Nintendo Wii

Tutto è partito da un innocente volantino promozionale di Trony in cui, per l'apertura di un nuovo punto vendita, c'erano offertone irripetibili. I cosidetti Sottocosto (vedi anche Economia Illusoria).
C'era di tutto per tutte le tasche. Dai plasma a 46mila pollici alle aspirapolvere a venti euro.
Riunione casalinga per decidere cosa comprare: 1 aspirapolvere chè a Roma con la scopa non ci fai un cazzo e i gomitoli di polvere sotto il calorifero sono d'addobbo solo per Natale. 2 cordless chè il nostro è logorato dall'uso. Un paio di kit cuffie+cam per fare le idiote da una camera all'altra e 1 telefonino blutooth chè vaffanculo, m'avete regalato l'auricolare senza chiedermi se avevo un telefonino di nuova generazione o un mattone.
S'accucchiano i soldi, si fanno due conti e si parte stamattina verso le 7.30, tanto per prendercela con calma.
Orario d'arrivo a destinazione 8.15.
Orario d'apertura cancelli 9.30.
Persone stimate in attesa: circa 1000.
Non facevo una fila simile dal concerto dei Red Hot Chili Peppers del 2003 e comunque lì le persone erano più civili.
Vabè ci mettiamo in fila facendo calcoli improbabili sull'attesa e diciamo " Beh dai, alle 11 siamo fuori perchè dobbiamo prendere cose che non interessano a nessuno."
Alle 9.30 spaccate aprono i cancelli e inizia il delirio.
La gente salta la cancellata. Le vecchie spingono con l'ombrello, m'arrivano due calci in testa, svariati spintoni e bestemmie in almeno 5 lingue ignote.
Iniziano a correre peggio che se Lennon resuscitasse e facesse un concerto con i beatles.
S'accalcano alla porta a vetri dell'ingresso improvvisando coretti, strepitando e scalciando e noi ne stiamo alla larga chè con gli attacchi di panico è cosa buona giusta evitare le folle.
Ad un certo punto grida strazianti accompagnano un crash di vetri infranti e poco dopo arriva voce che gli ultras dello sconto estremo hanno spaccato la porta a vetri, forzato l'entrata, sbarellato un paio di guardie giurate e entrati senza permesso.
Noi ancora in fila vediamo sangue a terra, gente ferita, contusa, col sangue sulle mani e sulla faccia, uscire sorridente con una cazzo di pleistescion o un televisore al plasma.
Che cazzo non si fa per risparmiare 30 euro.
Non ancora contente facciamo altre 3 ore di fila, accalcate come le bestie ( io mi sono spacciata per donna incinta per far la fila fuori dalle transenne e c'hanno creduto). Per un'ora buona la fila si stoppa. Il tempo stimato di fila alla cassa è di un'ora e mezza. Io ho preso mezza gioranta al lavoro senza concludere niente. La gente si sente male, si infiammano gli animi e mia sorella sbrocca perchè na coattaccia le urla nelle orecchie "Aò fatece entrà che stamo come le bbbestie"
Usciamo senza essere entrate lì dentro ma, vaffanculo, stasera ci torno e se non trovo l'aspirapolvere spacco l'altra vetrata.

Update
Non sono tornata in quell'inferno perchè alla fine per un'aspirapolvere e un paio di cordless non volevo perdere la vita.
La cosa carina però è che girando su youtube ho trovato questo e al 7° secondo di ripresa c'è una tizia con occhiale da sole e sciarpa rossa che va in controesodo e invece di spaccare le porte va verso l'uscita.
Per chi mi conosce sono riconoscibile per chi no è un buon esercizio per aguzzare la visto tipo come quando L'uomo tigre s'allenava a guardare le facce dentro la metropolitana.
Mo posso raccontà agli amici del baretto che sto su youtube. e so' soddisfazioni

martedì, 23 settembre 2008

Accidenti al ponentino

E' che Milano ultimamente mi chiama e io rispondo senza sobbalzare dalla sedia per la paura ma con il sorriso e la borsa pronta.
E allora si parte venerdì sotto una pioggia a secchi da Roma, con il navigatore che rantola per i troppi chilometri che ci aspettano, con panini a sfamare un reggimento, compilation sballate e astruse, un faro rotto, la guida da camionista con la mano sempre pronta a mandare a cagare qualcuno e una macchina con tre femminucce con ognuna in testa un sogno più o meno bello e una certezza : stare bene per quattro giorni, senza se e senza ma.

Arriviamo in una casa bella, calda, accogliente, che profuma di carta eritrea, per cui siamo andate subito a rota, e una padrona di casa tutta sorrisi, occhioni e dolcezze.
E ci sentiamo a casa, improvvisamente.
E penso che sì, sono iniziati i giorni sereni.
E giorni sereni sono stati.
Sereni e belli.
Sereni, belli e spensierati.
Giorni di svaccamento pomeridiano sul divano che era più affollato di quello del mauriziocostanzosciòperò di persone di un certo spessore, come gli amichetti di Chià e la mia fatina , di messaggi idioti sul giardino zen, di risotto alla milanese col sonnifero dentro, di crepes di nonnafrancesca (santadonna), di "Chiàààààà mi presti un maglioneeeee che sta bene con le scarpe rosse e la borsa gggiallaaaa?", di chiacchiere leggere e serie, di persone incontrate, di progetti pensati e mai realizzati, di persone pisciate e altre incontrate, di aperitivi con Carla sui navigli, che se lo racconto non ci crede nessuno, di dormite serene e risvegli belli nella cucina gialla.

E serate belle, strabelle, serate a casa in cazzeggio estremo, serate cosmiche a casa di persone che quando ti abbracciano ti fanno sentire la persona più amata dell'universo e ti offrono zuppe e ospitalità.

Serate fredde, con i parcheggi inventati, con maglie su maglie chè al nord fa freddo eh, con il castello tutto illuminato e  un concerto che non ho mai ascoltato perchè un uomo alto alto mi ha preso e portato in un posto di milano che non sembra milano e in una casa piena di furetti vampiri che mi azzannavano le caviglie ( ma pe giocà eh...aò) e una furetta che mi dormiva addosso e poi si svegliava e mi svegliava e si faceva accarezzare e io le dicevo le cose segrete che doveva dire al padrone e lei mi faceva di sì col musetto mentre mi annusava e mi sentivo una bestiolina anche io che cercavo con il braccio un corpo su quel letto grande grande e lo trovavo, allora facevo il furetto a mia volta e ridevo ma in silenzio perchè dormiva e mi accoccolavo e sorridevo come una stupida perchè cazzo se stavo bene.

E Milano la domenica mattina che dorme ed è silenziosa, non c'è nessuno in giro, solo gente che corre e io che guardo fuori dal finestrino come una bambina e mi stupisco di tutto e vorrei fare un milione di foto ma poi le foto le ha scattate tutte la mia testa perchè ero presa da altro. Pensavo, sorridevo, nascondevo la macchina del teletrasporto sotto il sedile in caso di emergenza, cercavo di infilare il dito in una fossetta, di farmi scaldare dal sole, di godermi quei momenti, di annusare tutto come un furetto per tenerlo dentro di me il più a lungo possibile.

E tutto è sembrato una favola perchè io nelle favole ci credo.
martedì, 19 febbraio 2008

Il fine settimana appena passato ho guidato tanto. Cinquecentochilometri ( che messo a lettere rende l'idea). Da sola. Anzi no. Io, il mio panico con tanto di cintura di sicurezza, la mia musica e la mia torpedo blu. Non c'era spazio per nessun altro. Non volevo nessun altro con me. I mostri si affrontano da soli.
Chi non sa potrebbe tranquillamente dire "Embè? Che ce vò l'arte?" ma chi non sa potrebbe anche interessarsi di affari più consoni alla propria indole invece di fare domande a buffo.
Non guidavo da sola da sette mesi. Non facevo quelle strade da sette mesi. Strade che avevo fatto per anni senza pensare a niente in particolare, con noncuranza, come se fosse stata la cosa più semplice del mondo. Perchè poi è la cosa più semplice del mondo per una che è sempre stata abituata a guidare in ogni condizione metereologica, fisica ed emotiva. Ultimamente così non era. Mi sentivo tanto piccola da star male nel traffico incazzoso di Roma.
Ho iniziato sto viaggio catartico nel passato, in solitaria. Attraverso tanti luoghi fisici e non che mi hanno vista sbattuta a terra, a volte livida, a volte gonfia, a volte umiliata e in lacrime e a volte, tante volte, persa. Con un paio di cd confezionati appositamente per guardare in faccia quello che c'è davvero.
Cantavo e pensavo. Cantavo e parlavo a me, era tanto che non lo facevo. Cantavo e parlavo al navigatore che sbagliava le strada e mi faceva perdere. Cantavo e scoppiavo a ridere perchè non capivo se fosse più deficiente la voce dello schermo o io che, nonostante sapessi la strada, mi ostinavo a seguire le indicazioni.
Non so dire se tutto questo mi abbia fatto bene, se abbia forzato troppo la mano sui limiti, se ancora una volta abbia chiesto troppo a sta persona piccola che mi porto dentro. Posso dire però che mi sono guardata in faccia, non mi sono riconosciuta ma non mi sono scacciata. Ho sorriso e ho steso un piccolo tappeto rosso a me che non lo facevo da tempo.
Ho guidato e immaginavo tutti gli amici che sanno di me e che ridevano, gridavano e prendevano un po' per il culo questo strano esperimento. E alla fine sola non ero e questo è Amore*.
Ho guidato e mi sentivo, piccola, normale, grande, grandissima, pesante, leggera, triste, felice, appanicanata, serena, sola, forte. Una sorta di alice nel paese delle meraviglie tossiche.
Ho guidato di notte perchè la notte, oltre alla nebbia, porta pure consiglio. A me no ma in compenso ha portato un sacco di pensieri che non volevo fare da tempo.
E questo, forse, è un inizio.

(*) per le malelingue che dicono che non riesco a portare avanti nessun rapporto dico solo che oggi sono due anni. E basta. 

 

Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare

Subsonica - Strade

postato da: aliceassassina alle ore 13:03 | link | commenti (8)
categorie: riflessioni, amichetti, mio marito, car wars
mercoledì, 25 luglio 2007

Car Wars 1#

L'automobilista tipo è donna. Ha un'età che oscilla tra i venti e i trent'anni. Spesso di rosa vestita ( ma anche di bianco, di celeste o di paillettes), con french nails che limitano le capacità di mobilità dello sterzo, capelli rigorosamente Lunghi, Lisci perfettamentepiastrati, Neri (ma c'è anche la variante bionda), frangettone che arriva a metà palpebra e ostruisce le capacità di visuale frontale, miliardi di oggettini di bigiotteria da bancarella e occhialoni abnormi, pagati l'iradiddio, quasi sempre Dior o Gucci, che ostruiscono la visuale laterale (praticamente una cavalla coi paraocchi).


L'automobilista tipo guida la SMART... non una macchina, la Smart, una cosa quadrata che non è niente di più che un motorino con la cappotta e che puntualmente mi fotte i parcheggi sul lungotevere.
Ora, se si apre il dizionario inglese/italiano, alla voce smart si legge: adj intelligente, furbo, sveglio. Se di prosegue nella lettura, tra le addictional translation si trova anche in gamba, in forma, brillante e addirittura repentino.

Alla luce di questa ricerca e in barba ad ogni tipo di definizione le persone che guidano questo triciclo possono dividersi in due categorie:
Gli imbecilli, persone che compromettono la sanità mentale degli altri guidatori e pensano che il cambio non è altro che un'appendice verticale che serve come perno per mollettoni e pupazzi pendenti
e
I neopatentati, entità paranormali, pluribocciate all'esame di guida e quindi riconducibili alla prima categoria.

L'automobilista tipo ha la Smart nera con specchietti, minigonne e parafanghi fucsia. Riempie questo mezzo metro quadro di ferraglia di pupazzetti stucchevoli di colori improbabili. Sul lunotto posteriore ha attaccato una riproduzione di targa americana che riporta, badate bene che questa è la chicca, la scritta Smartina ( ha probabilmente speso ventimilaeuro per comprare sta scatoletta de tonno solo perchè con un greve gioco di parole si poteva capire il suo nome e qui soffoco ogni istinto incendiario). Spara musicademmerda a mazzetta allietando la mattinata dei suoi vicini automobilisti.
L'automobilista tipo la incontri alle 8 del mattino lungo via ardeatina, al semaforo più impicciato di Roma, e la vedi intenta a zigzagare tra le due file per cercare di rosicchiare qualche metro di vantaggio sugli altri.
L'automobilista tipo blocca il traffico per cinque minuti perchè, sebbene abbia un'auto (burp) senza marce e stia quindi guidando poco più che una macchina da scontro, sgasa, ingrippa il motore e riesce a far spegnere la macchina.
L'automobilista tipo si incazza, muove il frangettone e picchietta le unghie french sul volante perchè qualcuno decide di non farla passare.
L'automobilista tipo suona il clacson a qualsiasi sventurato le si pari innanzi.
L'automobilista tipo vuole riuscire a tagliarmi la strada e passarmi avanti.
L'automobilista tipo inizia a gesticolare nervosamente a ME.
L'automobilista tipo decide di morire.
L'automobilista tipo viene stretta contro il muro, fatta smerdare e minacciata di morte da una me ancora assonnata e abbastanza clemente.
L'automobilista tipo ha paura e da una settimana ha deciso di cambiare strada. Chissà perchè...

Sei un mio amico e hai la Smart?
....uhm... sei sicuro di essere mio amico?

postato da: aliceassassina alle ore 08:40 | link | commenti (9)
categorie: deliri, sbrotti, car wars