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Utente: aliceassassina
…una sigaretta rullata, fragole e cavalli, il mare, i disegni fatti a mano, le scarpette da bambina, birra lasagne vino e limoncello, una buona forchetta, due anelli su una mano, le fotografie improbabili,un concerto con gli amici e un viaggio con le amiche, sono un sorriso, sono la gabbianella e pure un po’ il gatto…

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Il mistero di mangiabarche - Massimo Carlotto
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Notturno Bus - Giampiero Rigosi
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Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio - Amara Lakhous
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Il bacio della tarantola - Giovanna Bandini
Trilogia della città di K - Agota Kristof
L'uomo che non ho sposato - Rossana Campo
Mi raccomando tutti vestiti bene - David Sedaris
Non buttiamoci giù - Nick Hornby
26.900 - Frederic Beigbeder
Aperto tutta la notte - David Trueba
Caos calmo - Sandro Veronesi
La Prosivendola - Daniel Pennac
La meravigliosa vita dei laureati in lettere - Alessandro Carrera
Atomico Dandi - Piersandro Pallavicini

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La bambina che salvava i libri- Marcus Zusak
Caos Calmo - Sandro Veronesi
Atomico Dandi - Piersandro Pallavicini
In fondo alla palude - Joe R. Lansdale
La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo - Audrey Niffenegger
La Prosivendola - Daniel Pennac
Quattro amici - David Trueba
Tokio Blues - Haruky Murakami
Soffocare - Chuck Palahniuk
La Casa del Sonno - Jonathan Coe
Il meglio che possa capitare a una brioche - Pablo Tusset
Montedidio - Erri De Luca
Figli di un Bronx Minore - Peppe Lanzetta
High Fidelity - Nick Hornby
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Jack Frusciante è uscito dal gruppo(beata adolescenza..) - Encrico brizzi
Due di due(beata adolescenza parte II)- Andrea De Carlo
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"Raga', non ce la faccio a stare con uno che beve meno di me!!!" (Frà)
"Infatti non ti si caga nessuno, st'alcolizzata..." (anonimo)


"...e quello pensava che fossi una cretina!" (Frà)
"Ma come si permette di darti della cretina???Lo sanno tutti che sei un' IMBECILLE!" (Sorella di Frà)

e abbassa sta musica che poi diventi sorda come nonno

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Concertini

24 Grana
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Damien Rice
@ Auditorium 19 Luglio
Vinicio Capossela
@ Sesto Fiorentino Italian Wave AGGRATISS 21 Luglio
Cappello a Cilindro
@ Sesto Fiorentino Italian Wawe 21 Luglio
Ludovico Einaudi
@ Villa Ada 23 Luglio
Marta sui Tubi
@ Spiaggetta RadioRock 25 Luglio
Giuliano Dottori
@ Ostia 27 Luglio
Perturbazione
@ Sapienza 26 Luglio
Marta sui tubi
@ Villa Sciarra - Frascati 6 Settembre
Alessandro Raina
@ Traffic - 26 Settembre
Nada
@ Stazione Birra - 28 Settembre
Subsonica
@ Palalottomatica 30 Novembre
Port-Royale
@ Circolo degli artisti 6 Dicembre
Amor Fou
@ Circolo degli artisti 12 Gennaio
Subsonica
@ Palalottomatica 7 Marzo
Peppone e Compari
@ Locanda Atlantide 22 Maggio
Subsonica
@ Molo - Formia 6 Giugno
Max Gazzè
@ Molo - Formia 7 Giugno
Marcosbanda
@ Roma 13 Giugno
Radiohead
@ Arena Civica Milano 18 Giugno
DjSet Boosta&Samuel
@ Gayvillage Roma 27 giugno

Partecipano

mercoledì, 28 gennaio 2009

Dell'età adulta

Nella stessa sera, qualche sera fa, sono stata in due posti che qualche tempo fa avrei faticato a vedere insieme.
Prima un concertino di un gruppo semisconosciuto, in un locale in cui ho passato troppe serate, a parlare fitta fitta con la mia amichetta, ad ascoltare questa musica, a storcere il naso perchè mi aspettavo di meglio, a darsi il finto tono da pseudo alternativaintellettualsinistroidemaancheno, ad aggiornarsi di tutte le cose successe in un mese che non basterebbero tre giorni per esaurirle. Musica birra e chiacchiere in libertà.

Spostamento da una parte all'altra di Roma in macchina, metabolizzazione di quanto appena successo, un bel sorriso ebete in faccia, qualche considerazione a voce alta nella torpedo blu e di nuovo la giostra del parcheggio, pago, vengo marchiata con un timbro che si chiamava ANTONIO e via.

Serata drum'n bass pesantissima. Ambiente totalmente diverso. Le maglie a righe e gli occhiali da nerd della popolazione indie sofisticata lasciano spazio a pantaloni larghi, maglie scure e facce stordite. Non si parla. Si socchiudono gli occhi, si beve e si balla una musica non musica che mi riporta a quando ero giovanotta e ci passavo i giorni interi persa in sostanze psicotrope e bassi pesantissimi che facevano perdere la concezione di tutto.

Me ne torno sfatta non di sostanze ma di stanchezza. Di nuovo in macchina. Di nuovo da sola. Senza paura. Nuove considerazioni a voce alta, nuova giostra per il parcheggio sotto casa e il pensiero che riuscire ad unire queste due cose vuol dire unire due parti della stessa persona che prima si prendevano a cazzotti.
E pure se faccio finta di non crederci sto crescendo ma sto crescendo bene.

E in questo periodo sto prendendo bastonate con mazze chiodate. Notizie bruttarelle, brutte e bruttissime.
E non scappo. Punto i piedi, blocco lo stomaco e apro le braccia.
Ho scoperto di essere parecchio zen. Davanti ai problemi non me do più. Cerco di capire la soluzione ma se proprio non c'è non me ne vado.
Affrontare le parti di dolore non è facile. Spossa, debilita. C'è però qualcosa che spinge ad andare oltre. Non so se sia masochismo o crescita però vado avanti.
Vado avanti e non sono più sola.
Non mi sento più sola.
Questa è la conquista dell'anno



Ah, ho perso la testa per questo pittore e voglio andare a Torino
martedì, 09 dicembre 2008

Marta sui tubi addicted



Dominique
domini
gli uomini
postato da: aliceassassina alle ore 12:14 | link | commenti (7)
categorie: deliri, amichetti, se la cantano, fagianefighe, romamilano
venerdì, 05 dicembre 2008

A/R

L'asse dell'intreccio e dell'amore Roma-Milano si fa sempre più forte. Si è formata una rete di amicizie che i sei gradi di separazione ci fanno una pippa. Da due siamo diventate cinque, sei sette, otto boh, non so più quante persone tutte intrecciate per un motivo o l'altro.
Se  penso a come tutto è iniziato mi viene da ridere.
Quella che doveva essere unatiziarivelatriceebasta è diventata amica vera.
Di quelle quasi da adolescenza. Con cui ci si scambiano messaggi su telefilm improbabili e telefonate per il nome del cagnolino in arrivo.
Ma non solo.
Amicizia fatta di cose piccole e grandi, di scambi di mutande, reggiseni, scarpe, maglioni, libri, consigli, cazziatoni, lacrime, abbracci e sorrisi.
Nel mio letto dorme un  Fiorellino senza sonno e io sono sveglia da tre ore precise precise.
Non c'è stanchezza.
Saltello da una stanza all'altra dell'ufficio manco fossi Chobin e penso alle mille cose da fare e a tutte quelle che non si faranno perchè svaccate a sparare indifferentemente cazzate e perle di saggezza.
"Andiamo a Calcata? E a Terracina? E il concerto? Sì ma c'è la fiera! Ah sì e poi pure Tuba!"
E poi ci sono i piani diabolici di distruzione psicologica, la pianificazione del prossimo viaggio e altre mille cose.
E Il mago di Oz Fiorellì! Ho le scarpette e la bacchetta magica e il dvd che è ancora incellophanato.
Una promessa è una promessa.
E sono tanto felice che dai diamanti non nasce niente.
postato da: aliceassassina alle ore 08:44 | link | commenti (3)
categorie: amichetti, emopost, fagianefighe, romamilano
venerdì, 10 ottobre 2008

Un buon noncompleanno

Per la prima volta dopo anni ho festeggiato il compleanno perchè i 30 meno 1 valgono un festeggiamento.
E quella sera fredda di settembre nella trattoria sociale c'erano (quasi) tutte le persone che sono la mia vita.
Persone con cui non sono riuscita a parlare per bene perchè ci sarebbe voluta una settimana di festa ininterrotta.
Persone che mi hanno fatto stare bene, serena, che mi hanno coccolato, baciato e viziato come fanno sempre del resto.
I pezzi di cuore mio tutti riuniti lì a scambiarsi pezzi di braciole e chiacchiere, a parlare sotto sotto per darmi regali e consigli e complimenti.
E gli altri pezzi di cuore che non erano fisicamente lì sono spuntati dal telefono e io quasi mi commuovevo.
Sono cose belle che ti fanno adorare la tua vita che ogni tanto disprezzi.
Quindi un buon noncompleanno a tutti quelli che c'erano e non.
Siete belli e m'avete fatto dei regali troppo strabilianti!
L'oscar quest'anno va a due signorini non presenti la sera che però, nonostante febbre e influenza sono precipitati a casa ieri sera con queste due cose


E l'altra palma d'oro per il biglietto che m'ha fatto pisciar sotto va al Quore gigante, altro signorino che non era presente


Perchè gli amici mica si scelgono a caso...


Vi adoro
martedì, 23 settembre 2008

Accidenti al ponentino

E' che Milano ultimamente mi chiama e io rispondo senza sobbalzare dalla sedia per la paura ma con il sorriso e la borsa pronta.
E allora si parte venerdì sotto una pioggia a secchi da Roma, con il navigatore che rantola per i troppi chilometri che ci aspettano, con panini a sfamare un reggimento, compilation sballate e astruse, un faro rotto, la guida da camionista con la mano sempre pronta a mandare a cagare qualcuno e una macchina con tre femminucce con ognuna in testa un sogno più o meno bello e una certezza : stare bene per quattro giorni, senza se e senza ma.

Arriviamo in una casa bella, calda, accogliente, che profuma di carta eritrea, per cui siamo andate subito a rota, e una padrona di casa tutta sorrisi, occhioni e dolcezze.
E ci sentiamo a casa, improvvisamente.
E penso che sì, sono iniziati i giorni sereni.
E giorni sereni sono stati.
Sereni e belli.
Sereni, belli e spensierati.
Giorni di svaccamento pomeridiano sul divano che era più affollato di quello del mauriziocostanzosciòperò di persone di un certo spessore, come gli amichetti di Chià e la mia fatina , di messaggi idioti sul giardino zen, di risotto alla milanese col sonnifero dentro, di crepes di nonnafrancesca (santadonna), di "Chiàààààà mi presti un maglioneeeee che sta bene con le scarpe rosse e la borsa gggiallaaaa?", di chiacchiere leggere e serie, di persone incontrate, di progetti pensati e mai realizzati, di persone pisciate e altre incontrate, di aperitivi con Carla sui navigli, che se lo racconto non ci crede nessuno, di dormite serene e risvegli belli nella cucina gialla.

E serate belle, strabelle, serate a casa in cazzeggio estremo, serate cosmiche a casa di persone che quando ti abbracciano ti fanno sentire la persona più amata dell'universo e ti offrono zuppe e ospitalità.

Serate fredde, con i parcheggi inventati, con maglie su maglie chè al nord fa freddo eh, con il castello tutto illuminato e  un concerto che non ho mai ascoltato perchè un uomo alto alto mi ha preso e portato in un posto di milano che non sembra milano e in una casa piena di furetti vampiri che mi azzannavano le caviglie ( ma pe giocà eh...aò) e una furetta che mi dormiva addosso e poi si svegliava e mi svegliava e si faceva accarezzare e io le dicevo le cose segrete che doveva dire al padrone e lei mi faceva di sì col musetto mentre mi annusava e mi sentivo una bestiolina anche io che cercavo con il braccio un corpo su quel letto grande grande e lo trovavo, allora facevo il furetto a mia volta e ridevo ma in silenzio perchè dormiva e mi accoccolavo e sorridevo come una stupida perchè cazzo se stavo bene.

E Milano la domenica mattina che dorme ed è silenziosa, non c'è nessuno in giro, solo gente che corre e io che guardo fuori dal finestrino come una bambina e mi stupisco di tutto e vorrei fare un milione di foto ma poi le foto le ha scattate tutte la mia testa perchè ero presa da altro. Pensavo, sorridevo, nascondevo la macchina del teletrasporto sotto il sedile in caso di emergenza, cercavo di infilare il dito in una fossetta, di farmi scaldare dal sole, di godermi quei momenti, di annusare tutto come un furetto per tenerlo dentro di me il più a lungo possibile.

E tutto è sembrato una favola perchè io nelle favole ci credo.
venerdì, 05 settembre 2008


Scartando la posta ho trovato questo bigliettino. Non si legge molto bene ma i più sapranno che lavoro con i non vedenti e persone che vedono molto molto poco.
Inutile dire che mi sono commossa come quando guardo la pubblicità delle pagine gialle.
Queste cose, oltre che alla stima, fanno bene al cuore perchè allora è vero che sono una fatina.
La bacchetta magica funziona e io inizio a credere un po' di più in me.
E intorno a me ricomincio a vedere tutto il bello che c'è.
Non fatico più con le richieste, con i sentimenti, con gli sbattimenti e le voglie.
Mi sento forte, amata, piccola e grande.
Le ultime due settimane sono state di giorni intensi.
Settimane di lacrime e sorrisi.
Di paura.
Di affetto dato e ricevuto.
Di conferme e di scoperte.
Di cuore che si apre senza chiedere il permesso.
Di confessioni sorellesche sugli scogli.
Di abbracci, consigli.
Di "Ce la faremo"
Di possibili cambiamenti.
Di promesse di marepizzabirra.
Del primo anniversario con un fiorellino .
Delle serate Roma versus Milano.
Delle sagre e del lago.
So che mi farò ancora male ma non ho paura.
Insomma, mi sta prendendo bene, tutto va come deve andare ma io giro sempre col cornetto napoletano in tasca che non si sa mai...
venerdì, 04 luglio 2008

Mamma che ne dici di un romantico a Milano 2#

C'era una volta una Milano che mi faceva paura e dolore.
Un milano vista solo di sera, perchè arrivavo sempre la sera da Roma con una valigia carica di speranze e di amore che, puntualmente, mi facevo disintegrare.
E allora il dolore ha lasciato il passo all'odio incondizionato per quella città, tutta grigia, con le persone impettite e distanti, con i viali tutti in ordine, pettinati e la pioggia o il buio. Da allora ho deciso di non metterci più piede in quel posto perchè mi rigettava. Milano non mi voleva e io non volevo lei.
Poi arriva il concerto e una delle decisioni più toste di questo periodo, tornare nella città infame.
Sono arrivata in una Milano diversa, con il sole e una macchina piena di persone belle, e ci sono arrivata con una Francesca diversa, una di quelle che era decisa a vincere le cose passate.
La guardavo dal vetro come fanno i bambini che vedono una cosa nuova per la prima volta, ad occhi sgranati e commossi. La guardavo e mi piaceva tutta pulita e pettinata, con le macchine che lasciano passare i pedoni, i parcheggi vuoti, il sole che non tramonta mai e un bagaglio di persone nuove da conoscere e scrutare, di posti da conoscere e altri da ripercorrere con tutto il buono che c'era dentro e intorno a me. Mi sentivo sicura senza la valigia di qualche anno fa.
Stavolta nel borsone c'erano solo cose buone, c'era amore, ma di quello sano, verso tutto e tutti. Una sensazione strana e bella. E questo borsone in 4 giorni è diventato gigante per tutte le cose che ho riportato qui.
Dentro ora ci sono persone splendide.
C'è una fata dei boschi che ci  ha accolto in una casa meravigliosa, piena di colori, di libri, di cuscini, di profumi e di un affetto che si sentiva appena aperta la porta. Questa fata che ci preso in strada a notte fonda, coccolato e viziato per tutti questi giorni come se fosse la cosa più normale del mondo, che mi ha fatto innamorare del suo paese e commuovere con una scritta sulla fontana
Copia di milano 229






















C'è una nuova Zisterzzz , conosciuta per uno strano gioco del destino ( che gioca brutti tiri ma solo all'inizio) vista, sorrisa e abbracciata subito dopo il concerto. Una persona di quelle che, anche non conoscendola, sapevo da tempo era parte della mia vita strana e sconclusionata. La zisterzzz che ci ha portato in una birreria di fronte al lazzaretto, nella sua casa bella quanto lei, a cui continuavo a ripetere che dalla Merda nascono i fiori e noi sì che siamo due stupendi fiori. La signorina che tra un po' verrà accolta a Roma e porterà tutto il buono dentro di sè.
C'è una donna con due palle così che ha affrontato il caldo e ci ha portato in una Milano carina, civile, quasi commuovente, che mi guarda e sorride con un sorriso che dice tutto e io sono sempre senza parole perchè le parole non bastano.
C'è il Dottorino in una città afosa che ci porta sui navigli, questi qui sotto, navigli che prima erano brutti ed ora non più e poi va via su una bicicletta che a noi donne dure fa venire i lacrimoni agli occhi
2

























C'è tanta gente nuova, posti nuovi, posti vecchi vissuti una seconda volta.
Ci sono un pacco di foto, di volantini, di numeri telefonici, di promesse scambiate.
C'è serenità e l'amore ritrovato per milano...
e una canzone che canto da due settimane
domenica, 29 giugno 2008

Mamma che ne dici di un romantico a Milano? 1#

Io c'ero. Cazzo se c'ero.
C'ho messo un po' a metabolizzare e riuscire a buttar giù la recensione meno recensione di tutte ma ste cose devono sedimentare se no esce fuori uno scarabocchio.
Ero lì, piccola piccola, sfiancata da un viaggio romamilano fatto di tante soste, risate, sonnecchiamenti, gambe addormentate e aspettative grosse. Non capita tutti i giorni di vedere e ascoltare un gruppo che aspetto da 13 anni. Un gruppo con cui c'ho passato l'adolescenza ( che adolescenza del cazzo dirà qualcuno), il primo disco comprato con i miei soldi, Pablo Honey, con un libricino sdrumato da tutte le volte che l'ho aperto che capire i testi in una lingua che non era ancora mia, per guardare le foto e innamorarmi del cantante e del chitarrista tisico. Ah, per quei pochi stolti che ancora non avessero capito, questi che cantano sono i Radiohead, e io stavo lì che un po' ballavo, un po' fotografavo, un po' cantavo e un po' lacrimavo e ridevo. E tutto questo tra due persone che sono la mia vita: mia sorella e mio marito (essì è sempre lei e io sono sempre e comunque etero ma le dinamiche di coppia si sa, son strane).
Iniziato con il sole ( chè a Milano la notte non arriva mai) e finito con la luna piena il concerto è stata un'emozione unica di due ore. Come l'onda perfetta che parte piano piano, in lontananza, si gonfia e diventa enorme. E qui è diventata perfettamente enorme chiudendo con Paranoid Android, dopo che la contessa si è espressa con un " Thom, facce male!" e sto elfo tarantolato c'ha sentito e ha chiuso così, con questo pezzo che a noi tre e a Manuel ( bello di casa che mi settava e risettava la fotocamera per far uscire le foto, bacett!) c'ha tolto 3 anni di vita e ce li ha ridati subito sottoforma di lacrimoni pesanti&sospiri&frasi cantate che per ognuno avevano un senso&mani spellate per gli applausi e l'incredulità perchè, sentita e risentita dal cd è una cosa, premeditata e voluta ma, sentita dal vivo, proprio quando c'avevamo perso le speranze arriva come una sberla che non t'aspetti, oppure, per farla meno violenta, arriva come quando accendi l'autoradio e ascolti proprio la canzone che volevi ascoltare da mesi e mesi e non te l'aspetti e per un po' ti manca il fiato e dici " Cazzarola eccola, volevo proprio lei"
Questa, insieme ad Idioteque, a 2+2=5, a Arpeggi e a Just ( Cazzocazzocazzo signò è Juuuuust!), e a tutte le altre di cui non ricorderò mai il titolo facevano scorrere i brividi sulla schiena peggio di una mano fatta scivolare piano piano.
Star lì imbambolata e darsi i pizzichi per capire che stavo lì davvero, attendendo una canzone dopo l'altra, sorridendo a tutti, giocando con le bolle di sapone, facendo foto improbabili a fotografi veri, stringendo le ginocchia dei pezzi di vita mia, fumando come una bestia per dar sfogo a tutta questa valanga di cose belle che mi investivano senza avvertimento.
E nonostante sms arrivati, pensati, abortiti, nonostante qualche rabbuiamento momentaneo, nonostante avrei voluto avere accanto due, anzi tre persone ( una era fuori, bellamia!) il concerto che mi faceva paura da dicembre per tutti i mostri che si portava dietro, per tutte le prove che doveva farmi affrontare e superare, è stato IL concerto e ancora non ho capito bene se lì c'ero davvero o no ma cazzo io c'ero!
E ho avuto accanto le persone migliori che potessi immaginare ( oltre alle altre due che erano in Tribuna C, belli miei il pensiero è andato anche a voi, davvero, soprattutto per sapere che facce avete fatto all'inizio di questa canzone)

 

La scaletta era questa, leggete, sbavate e rosicate pure un po' se volete:

Reckoner
15 Step
The National Anthem
All I Need
Nude
Airbag
The Gloaming
Dollars And Cents
Arpeggi
Faust Arp
How To Disappear Completely
Jigsaw Falling Into Place
A Wolf At The Door
Videotape
Everything In Its Right Place
Idioteque
Bodysnatchers
House Of Cards
There There
Bangers And Mash
Just
The Tourist
Go Slowly
2+2=5
Paranoid Android

domenica, 15 giugno 2008

Puntuale e veritiero come l'oracolo del liceo ( che era un bidello che quando diceva "oggi t'acchiappano" mi interrogavano sempre) l'internazionale dice che

Posso affermare, senza esitazioni, che le persone più ignoranti, maleducate ed egoiste della terra sono i neonati". Sono d'accordo con lui, anche se non ha senso prendersela con i bambini perché sono così cretini: il loro cervello non è abbastanza sviluppato per permettergli di comportarsi diversamente. Lo stesso criterio vale per tutti quelli che si comportano male anche quando, tecnicamente, hanno raggiunto l'età adulta: non sono cattivi, solo emotivamente immaturi. Ricordatelo quando avrai a che fare con gente che si comporta in modo irragionevole. Cerca di essere tu l'adulto equilibrato che tiene a bada dei bambini cresciuti.

e io dico "Vabè, farollo, pure se ogni tanto la bambina cresciuta piacerebbe farla pure a me." Ci sarà tempo pure per questo, mi ripeto, c'è sempre tempo per tutto.
E domani inizia la settimana delle prove, le prove pesanti e faticose che attendevo da tanto tempo. La settimana dei mezzi pubblici, primo giorno con l'accompagno e poi non lo so,  del lavoro con altre persone, delle paure che devo affrontare e dell'ansia che mi si mangia ogni secondo, visto che ogni secondo il pensiero va lì. La settimana però delle cose belle, del viaggio in macchina RomaMilanoBrianza, della compilation truzza e di quella eppieppieppieppieppinèsseee che devo ancora preparare. Settimana del concerto che aspetto da quando avevo 15 anni e che finalmente vedrò, delle conoscenze volute e aspettate da anni, di laghi, montagne, prati e luoghi che mi ero ripromessa di non vedere più perchè mi faceva troppo male e invece no, tiè ci vado e starò pure bene.
Settimana densa che mi metterà alla prova e sono pronta, maybe...

venerdì, 23 maggio 2008

Dedicato

Sono giorni di partenze.
Partenze non mie. Io rimango sempre il vecchio porto con tanto di faro
Partenze da e verso luoghi lontani ma neanche troppo.
Partenza da Milano verso Roma di una piccola donna che ha fatto una scelta, anzi La scelta. Lasciare Milano per Roma, il noto per l'ignoto in nome di un desiderio che si realizzerà e l'inizio è stato bello.
Una donnina con le palle, il tabacco rullato e una poesia sulla pancia che sa quello che vuole e si vede.
Che nonostante tutto riesce a dare serenità e sorrisi al mondo. Che si stupisce dell'ospitalità, della vita che scorre più lenta qui, che ride e si ostina a voler imparare un nuovo accento. Che cammina per le strade con i tacchetti e dice che qui sorridono tutti. Che va matta per i supplì ( che a Milano mica esistono) e che è andata via con la promessa di tornare presto e io ci conto.
Scoprire di avere in comune delle cose è bello. Scoprire di averne da condividere ancora di più va oltre lo sperato.
E questi giorni sono stati belli, intensi, ansiogeni e rilassanti.

C'è la partenza da Roma per Piacenza di un pezzo del mio cuore, di un'altra piccola donna che ha preso il coraggio con nove mani e ha scelto di fare una cosa importante e bella. Proprio per questo una cosa che mette paura. Nuova città, nuova casa, nuovo lavoro, nuove abitudini, nuovi amici. E' dura e quando parla ha gli occhi lucidi la mia amica. L'amica con cui cantavo Jeremy senza capire il testo. Con cui provavo a bere il the infilando cannucce nel naso. Con cui ridevo mentre cantavamo le canzoni dei negrita e avevamo 16 anni e una vita piena di se e di magari. Il pezzo di cuore con cui non ho solo condiviso la casa per 10 anni ma tutto quello che una casa può dare, scazzi, risate, lacrime, sbattimenti, esperimenti, vacanze e tutto il resto.
Un'amica grande, la terza sorella, che stamattina, ancora tutta insonnolita ho salutato, e gli occhi lucidi non erano da sonno ma le lacrime adesso non servono. Serve felicità, serve serenità da dare a questa piculina che parte e ci lascia un cassone di ricordi. Sarà dura, tanto, ma piacenza non è poi così lontana e i pezzi di cuore, anche se lontani, fanno sempre parte di me, in qualunque pizzo del mondo.
E noi ci saremo, ci saremo sempre, anche da lontano, e se non ci senti saliremo sul terrazzo e inizieremo a cantare a squarciagola e ci riconosceremo e allora potremo anche piangere un po' perchè ci serve buttare fuori le cose e perchè da lontano non possiamo vederci e rideremo come due cretine che si conoscono da quindici anni e non si perderanno, mai. E questa è una minaccia.
E questi giorni sono stati trisi, quasi come un divorzio dopo anni di matrimonio e fa un po' male ma male buono.
Quindi per un'amica che si allontana un'altra si avvicina e l'immagine che le accomuna è un treno e a me i treni piacciono tanto perchè sono in movimento e arrivano ovunque.

Treno


E tanto per staccarci dalla vena emo di questo post che fa commuovere, di seguito la mia settimana secondo l'Internazionale:

Anche se non sei malato, hai bisogno di una medicina. Di che tipo? Ti serve un farmaco che trasformi quello che c'è di abbastanza buono nella tua vita in qualcosa di veramente eccezionale; un farmaco che ti permetterà di andare oltre i tuoi sforzi mediocri e di scuoterti di dosso l'apatia, che ormai consideri ragionevole. Questa medicina non ha la forma di una pillola o di una pozione, ma sarà prodotta dal tuo stesso corpo quando deciderai di abbandonare la tua zona di sicurezza e andrai a giocare oltre la frontiera. Cerca di essere il medico di te stesso, Bilancia. Esci dal tuo stato di trance. Vìola il tuo codice. Fuggi dai tuoi giochi mentali.

A me questi iniziano a farmi paura seria...


postato da: aliceassassina alle ore 11:54 | link | commenti (7)
categorie: sigh, amichetti, emopost