Per esigenze di quieto vivere e di strettezza della casa ieri sera, con le altre occupanti di casa, ho visto sanremo.
In realtà di tutta questa marchetta della musica pop(olare) volevo sentire due canzoni per motivi diversi.
Quella degli Afterhours che m'ha messo i brividi e ha scatarrato su tutti i saccentoni alternativi finti conoscitori di musica (crepate)
E quella di Povia perchè non pensavo possibile che un testo così agghiacciante potesse essere mandato in onda, visto che la censura in Italia ESISTE.
Il pirla inizia la canzone e io, manco fossi un discografico, sintonizzo le orecchie su ogni singola parola.
Dopo la terza frase inizio le bestemmie. Al ritornello inizio a mangiarmi le unghie, cosa per cui chiederò danni fisici e morali al cantante del piccione ( piccione inteso nell'accezione lucana del termine) e alla seconda strofa non ce la faccio e lancio smalto, limetta e acetone sul televisore che miracolosamente non si è spaccato.
Ma dico io, cristosanto, dove sta l'arcigay che prometteva il boicottaggio della canzone con tanto di occupazione del palcoscenico? Dove cazzo sta il buon senso che blocca una boiata simile? Dove stracazzo sta l'opinione pubblica che si muove per ogni singola formica uccisa?
Quel testo è quanto di più assurdo abbia mai sentito. Cazzate su cazzate sull'omosessualità trattata come sintomo da cui si può guarire, sulla famiglia colpevole di averlo fatto diventare gay.
Ma in che cazzo di paese viviamo?
Maledetti, vi odio, e che un bel gay, possibilmente africano e incazzato, possa prendervi alle spalle e farvi sentire dell'interno quanto fanno male le parole.