C'era una volta una Milano che mi faceva paura e dolore.
Un milano vista solo di sera, perchè arrivavo sempre la sera da Roma con una valigia carica di speranze e di amore che, puntualmente, mi facevo disintegrare.
E allora il dolore ha lasciato il passo all'odio incondizionato per quella città, tutta grigia, con le persone impettite e distanti, con i viali tutti in ordine, pettinati e la pioggia o il buio. Da allora ho deciso di non metterci più piede in quel posto perchè mi rigettava. Milano non mi voleva e io non volevo lei.
Poi arriva il concerto e una delle decisioni più toste di questo periodo, tornare nella città infame.
Sono arrivata in una Milano diversa, con il sole e una macchina piena di persone belle, e ci sono arrivata con una Francesca diversa, una di quelle che era decisa a vincere le cose passate.
La guardavo dal vetro come fanno i bambini che vedono una cosa nuova per la prima volta, ad occhi sgranati e commossi. La guardavo e mi piaceva tutta pulita e pettinata, con le macchine che lasciano passare i pedoni, i parcheggi vuoti, il sole che non tramonta mai e un bagaglio di persone nuove da conoscere e scrutare, di posti da conoscere e altri da ripercorrere con tutto il buono che c'era dentro e intorno a me. Mi sentivo sicura senza la valigia di qualche anno fa.
Stavolta nel borsone c'erano solo cose buone, c'era amore, ma di quello sano, verso tutto e tutti. Una sensazione strana e bella. E questo borsone in 4 giorni è diventato gigante per tutte le cose che ho riportato qui.
Dentro ora ci sono persone splendide.
C'è una
fata dei boschi che ci ha accolto in una casa meravigliosa, piena di colori, di libri, di cuscini, di profumi e di un affetto che si sentiva appena aperta la porta. Questa fata che ci preso in strada a notte fonda, coccolato e viziato per tutti questi giorni come se fosse la cosa più normale del mondo, che mi ha fatto innamorare del suo paese e commuovere con una scritta sulla fontana
C'è una nuova
Zisterzzz , conosciuta per uno strano gioco del destino ( che gioca brutti tiri ma solo all'inizio) vista, sorrisa e abbracciata subito dopo il concerto. Una persona di quelle che, anche non conoscendola, sapevo da tempo era parte della mia vita strana e sconclusionata. La zisterzzz che ci ha portato in una birreria di fronte al lazzaretto, nella sua casa bella quanto lei, a cui continuavo a ripetere che dalla Merda nascono i fiori e noi sì che siamo due stupendi fiori. La signorina che tra un po' verrà accolta a Roma e porterà tutto il buono dentro di sè.
C'è una
donna con due palle così che ha affrontato il caldo e ci ha portato in una Milano carina, civile, quasi commuovente, che mi guarda e sorride con un sorriso che dice tutto e io sono sempre senza parole perchè le parole non bastano.
C'è il
Dottorino in una città afosa che ci porta sui navigli, questi qui sotto, navigli che prima erano brutti ed ora non più e poi va via su una bicicletta che a noi donne dure fa venire i lacrimoni agli occhi
C'è tanta gente nuova, posti nuovi, posti vecchi vissuti una seconda volta.
Ci sono un pacco di foto, di volantini, di numeri telefonici, di promesse scambiate.
C'è serenità e l'amore ritrovato per milano...
e una canzone che canto da due settimane