Vivo da imbranata da che sono nata
Da stamattina ho litigato nell'ordine con:
• il microonde
• l'ascensore
• il portiere dell'ufficio che si azzotta la posta
• un'arpia al telefono
• un contatto msn
• un bestemmiatore telefonico
• un prete
Quella più soddisfacente, manco a dirlo, è stata col prete piombato in ufficio.
Prete a mani giunte: " Buongiorno sono qui per benedire l'ufficio"
Frà: "No grazie, non mi serve"
Prete a mani giunte: " Ma signorina qui passa un sacco di gente, la maggiorparte cattolica, quindi DEVO benedire questi luoghi"
Frà: "Veramente nessuno s'è mai fatto la croce in mia presenza"
Prete a mani giunte: " Io conosco molte persone che vengono qui e le ASSICURO che credono"
Frà: "Vabè se proprio deve benedica tutto, io la lascio solo e torno tra poco"
Prete a mani giunte: "Nooo, DEVO benedire anche lei, anima persa"
Frà: "DEVE che? Io non sono persa. Sono solo NONCREDENTE. Comunque proceda pure"
Prete con un aggeggio nero in mano: "Innomedelpadredelfigl...Si faccia il segno della croce!"
Frà: "No no non voglio prendere in giro la sua fede"
Prete con un aggeggio nero in mano: "Se lo faccia!"
Frà: "NO!"
Prete con un aggeggio nero in mano: "Se non se lo fa non benedico niente"
Frà: "Mbè gliel'avevo detto che non doveva benedì"
Prete con un aggeggio nero in mano: "Benedici questi luoghi di studio e di lavoro, benedici le anime perse e gli ignoranti"
Frà: "Aò mi sta dando dell'ignorante?"
Prete con un aggeggio nero in mano: "SI" e mi butta l'acqua santa in faccia
Frà: "Mi fa i dispetti? Tanto la croce non me la faccio"
Prete con ghigno malefico: "No, è acqua santa, magari la purifica dai peccati"
Frà: "Ma che ce l'ho messo io un chiodo a gesucristo??"
Prete con ghigno malefico: "Se fosse nata al tempo di sicuro l'avrebbe fatto"
Frà: O_O
A me i preti hanno sempre fatto paura e sono convinta che sotto la tunica le gambe non ce l'hanno.
ingenuità, gioco, futuro, intero, speranza, bisogno, paura, curiosità, risate, lacrime, bocca sporca di gelato, ginocchia sbucciate, da grande curerò gli animali tristi, mani colorate, vita, sorriso, contatto, bolle di sapone, incubi, figurine, i grandi sono strani, sensibilità, giostre, il sonno dei giusti, pinoli, braccioli, castelli di sabbia, castelli di carte, ninna nanna, nuvole a forma di animali, arcobaleno, con una scala arrivo in cielo, discese, acquarelli, borotalco, lasonil, emozioni, trecce, trasferelli, favole, io odio i camion, girandole, girelle, parchi, ciclamini, bicicletta, fantasia, incoscienza, a cinque anni scriverò, conquista, bronci, caramelle, cuore, coriandoli, mascherine, letterine, domande, caleidoscopi, occhiali a stella
Di queste e di altre cose ancora devo iniziare a prendermi cura

Il fine settimana appena passato ho guidato tanto. Cinquecentochilometri ( che messo a lettere rende l'idea). Da sola. Anzi no. Io, il mio panico con tanto di cintura di sicurezza, la mia musica e la mia torpedo blu. Non c'era spazio per nessun altro. Non volevo nessun altro con me. I mostri si affrontano da soli.
Chi non sa potrebbe tranquillamente dire "Embè? Che ce vò l'arte?" ma chi non sa potrebbe anche interessarsi di affari più consoni alla propria indole invece di fare domande a buffo.
Non guidavo da sola da sette mesi. Non facevo quelle strade da sette mesi. Strade che avevo fatto per anni senza pensare a niente in particolare, con noncuranza, come se fosse stata la cosa più semplice del mondo. Perchè poi è la cosa più semplice del mondo per una che è sempre stata abituata a guidare in ogni condizione metereologica, fisica ed emotiva. Ultimamente così non era. Mi sentivo tanto piccola da star male nel traffico incazzoso di Roma.
Ho iniziato sto viaggio catartico nel passato, in solitaria. Attraverso tanti luoghi fisici e non che mi hanno vista sbattuta a terra, a volte livida, a volte gonfia, a volte umiliata e in lacrime e a volte, tante volte, persa. Con un paio di cd confezionati appositamente per guardare in faccia quello che c'è davvero.
Cantavo e pensavo. Cantavo e parlavo a me, era tanto che non lo facevo. Cantavo e parlavo al navigatore che sbagliava le strada e mi faceva perdere. Cantavo e scoppiavo a ridere perchè non capivo se fosse più deficiente la voce dello schermo o io che, nonostante sapessi la strada, mi ostinavo a seguire le indicazioni.
Non so dire se tutto questo mi abbia fatto bene, se abbia forzato troppo la mano sui limiti, se ancora una volta abbia chiesto troppo a sta persona piccola che mi porto dentro. Posso dire però che mi sono guardata in faccia, non mi sono riconosciuta ma non mi sono scacciata. Ho sorriso e ho steso un piccolo tappeto rosso a me che non lo facevo da tempo.
Ho guidato e immaginavo tutti gli amici che sanno di me e che ridevano, gridavano e prendevano un po' per il culo questo strano esperimento. E alla fine sola non ero e questo è Amore*.
Ho guidato e mi sentivo, piccola, normale, grande, grandissima, pesante, leggera, triste, felice, appanicanata, serena, sola, forte. Una sorta di alice nel paese delle meraviglie tossiche.
Ho guidato di notte perchè la notte, oltre alla nebbia, porta pure consiglio. A me no ma in compenso ha portato un sacco di pensieri che non volevo fare da tempo.
E questo, forse, è un inizio.
(*) per le malelingue che dicono che non riesco a portare avanti nessun rapporto dico solo che oggi sono due anni. E basta.
Strade che si lasciano guidare forte
Poche parole piogge calde e buio
Tergicristalli e curve da drizzare
Strade che si lasciano dimenticare
Subsonica - Strade

Partendo dal fatto che:
• non sono una critica
• non capisco niente di cinema
• sono di parte
• quel libro m'è piaciuto parecchio
Ieri ho visto Caos Calmo e, anche sapendo che il film mi avrebbe fatto avvelenare a bestia, che credo poco nelle trasposizioni cinematografiche, che Moretti mi sta fondamentalmente sulle palle, sono andata al Nuovo Sacher, così, tanto per mettere 5 euro direttamente nelle mani sue.
L'ho visto e non m'è piaciuto per niente.
L'ho visto e voglio la testa del regista sul mio piatto per una serie di motivi molto semplici.
Primo fra tutti la scelta di Moretti. Ora, capisco che sto tizio richiama sempre molto pubblico, capisco che è un personaggio di un certo rilievo e di una certa importanza ma cazzo, Pietro Paladini è un figo, fa surf, salva una donna in mare a colpi di cazzo, ascolta i Radiohead, e sinceramente un cinquantenne flaccido, bianchiccio e con la panza non credo possa incarnare neanche una di queste cose. Ci sono personaggi e intrecci appena accennati nel film che sono invece di gran rilievo per far capire la trama emozionale, c'è la bambina con le occhiaie più profonde delle mie e un'espressività degna di un gufo, c'è una neve fintissima a Roma, ci sono scene decontestualizza che si fa fatica a capire.
E poi c'è LA SCENA.
La famosissima scena di sesso che ha fatto alzare le gonnelle dei vescovi per lo spavento e il disgusto. E devo dire che il disgusto ce l'ho avuto pure io perchè sinceramente sti accoppiamenti geriatrici che durano cinque minuti mettono i brividi. Insomma per me Moretti è asessuato e vederlo intento in una sodomizzazione ( per questo è anche se non s'è capito vista la facilità d'entrata, peffavore) mi fa impressione.
Attenzione, il film, per quelli che non hanno letto il libro, è ben fatto. C'è una strana metabolizzazione del dolore. C'è un uomo, una panchina e il mondo che gli ruota intorno. C'è il carosello della vita in un parchetto desolato. C'è una colonna sonora rispettabilissima. Non annoia, fa anche sorridere a tratti - nonostante l'odiosa voce del protagonista - ma tutto finisce lì. Non si capisce bene su cosa dovrebbe far riflettere, ammesso e non concesso che si debba per forza riflettere su ogni film. Andate a vederlo ma fate una lobotomia preventiva se avete letto il libro.
Due domande mi affrangono
Caro Regista,
l'hai letto il libro o ti sei fatto fare il riassunto?
Caro Sandro Veronesi,
premesso che ti stimo e che vorrei fare un figlio con te,
ma che ti sei rimbecillito?
è facile smettere di fumare
se sai come farlo.
Ammesso e non concesso che il titolo mi fa schifo, sto libro mi fa una fottutissima paura.
Lei l'ha iniziato domenica. Ieri, mentre leggeva, ha preso il tabacco e l'ha buttato. Non ha più stimoli, nè carenze, nè astinenze da nicotina. Dice che non fuma più, ha smesso. E non m'ha neanche regalato il tabacco perchè, dice, il gesto serve parecchio. Parla come un asceta e vuole passarmi il libro. Io non lo voglio e sta cosa ha scatenato nell'altra coinquilina fumatrice e me una serie di domande, tipo " Ma se non fumo che faccio?" "Senza sigaretta non mi ci so' vedè" e " Non sarò un po' troppo stressata per smettere ora?".
Proprio adesso ho reso partecipe mio marito ( no, non sono sposata e sì, mio marito è una donna e no, non sono lesbica, mi piace ancora il pipolo) del successo della cognata e questo è il risultato.
Frà scrive: Oh signò Robbè ha smesso di fumare
Tamara scrive: NOOOOOOOOOOOO, con quel cazzo di libro?
Frà scrive: sì
Tamara scrive: siamo 2 deficienti!
Frà scrive: io c'ho paura di quel libro
Tamara scrive: io ho smesso per quello
Frà scrive: ecco... io non lo inizio perchè tipo che faccio nei tempi morti?eh?eh?
Tamara scrive: però aspettiamo un pò e vediamo se regge...
Frà scrive: signò ieri mentre leggeva ha buttato il tabacco nel secchio!!! O_O
Tamara scrive: ODDIO
Frà scrive: che ci metto tra le dita se smetto di fumare? le trombette?
Tamara scrive: stecchi di liquirizia che fanno male alla pressione e contengono nichel
Frà scrive: e nel traffico? e le pause sigaretta? e al ristorante tra una portata e l'altra?che cazzo facciamo? dimmelo!
Tamara scrive: signò, siamo 2 deficienti
Frà scrive: sì ma parecchio
Nonostante sappia che queste domande sono semplicemente scuse di persone con le dita spesso ingiallite e un'accenno perenne di bronchite, io adesso non ce la faccio a smettere perchè non mi va. Convinta però che prima o poi mi tocca farlo inizio a pensare a cosa potrei fare nei tempi morti e senza sigarette. E mi viene il lampo di genio. Una femmina in età riproduttiva, durante le pause in ufficio, può fare due cose: 1) telefonare alla qualunque, rischiando di scassare l'anima e di conseguenza essere mandata in culo 2) togliere dalle unghie lo smalto vecchio e mettere quello nuovo.
Opto ovviamente per la seconda e inizio. Preparo il tavolo, tolgo di mezzo i documenti importanti, apparecchio con cotone, acetone, limetta, smalto e inizio la prima fase del lavoro. Togliere lo smalto. Pare facile ma basta un attimo e la bottiglietta di acetone si rovescia su tutta la scrivania alla velocità della luce e io rimango con due unghie pulite e otto con lo smalto mangiato e grattato via, le madonne che in coro cantano e girano intorno alla stanza e una puzza schifosa che non andrà via neanche tra cento anni.
Cercando di ripetermi di star calma, tipo mantra giornaliero, mi viene una domanda da rivolgere al signore che imbottiglia l'acetone:
Caro Signore che imbottiglia l'acetone,
sapendo che al mondo esistono svariate deficienti che sbattono contro qualsiasi cosa si pari innanzi, perchè cazzo ti ostini a fare queste bottigline con una bocca enorme? Non sarebbe più facile fare le bottiglie con il tappo easypush? Stronzo!
Faccio strani sogni.
Sogno cavalli che azzannano muli morti. Teste mozzate e sanguinanti di mucche dagli occhi sbarrati. Ancora cavalli con il collo rotto che penzola come quello delle papere a cui viene tagliata la testa ma non del tutto. Formiche grosse come la mia mano che camminano nel sangue che cola dagli animali morti.
E soppressate.
Soppressate che non posso prendere perchè stanno per terra, in mezzo al sangue e alle formiche, e il sangue mi fa schifo.
Sogno il vecchio Baratro, che però ha sembianze di baratri nuovi, che cerca d'abbracciarmi con le mani sporche di sangue.
Sogno mia madre che ha affittato la mia stanza al mio personale Baratro e mi spinge a parlargli e fare la pace e io scappo da mio padre che mi dice "non mi guardare così. domani tolgo le carcasse ma oggi non mi va di mettere il mulo sul muletto".
Mi si dice che è normale fare sogni assurdi in questo periodo.
Mi si dice che anche se sogno gli altri questi altri non sono altro che parti di me riflesse (?).
Mi si dice che sogno le carcasse perchè sto facendo pulizia dentro e fuori e gli animali morti sono le cose che devo ancora pulire.
Io so solo che m'alzo la mattina stanca perchè fare sti sogni porta via tempo e intelletto.
Frà "Considerando che hai una sorella pazza e l'altra depressa, tu chi vuoi essere?"
LaPiccola " Uhm non lo so, è una scelta difficile"
Frà "Dai pensaci. Una cosa che sia in sintonia con le altre due"
LaPiccola "Ho deciso. Io sono la paranoica"
Frà "Perfetto, ora vestiti. Andiamo a conquistare il mondo!"