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Utente: aliceassassina
…una sigaretta rullata, fragole e cavalli, il mare, i disegni fatti a mano, le scarpette da bambina, birra lasagne vino e limoncello, una buona forchetta, due anelli su una mano, le fotografie improbabili,un concerto con gli amici e un viaggio con le amiche, sono un sorriso, sono la gabbianella e pure un po’ il gatto…

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La meravigliosa vita dei laureati in lettere - Alessandro Carrera
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La bambina che salvava i libri- Marcus Zusak
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Atomico Dandi - Piersandro Pallavicini
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La Prosivendola - Daniel Pennac
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"Raga', non ce la faccio a stare con uno che beve meno di me!!!" (Frà)
"Infatti non ti si caga nessuno, st'alcolizzata..." (anonimo)


"...e quello pensava che fossi una cretina!" (Frà)
"Ma come si permette di darti della cretina???Lo sanno tutti che sei un' IMBECILLE!" (Sorella di Frà)

e abbassa sta musica che poi diventi sorda come nonno

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Marta sui tubi
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Subsonica
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Subsonica
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@ Molo - Formia 7 Giugno
Marcosbanda
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Radiohead
@ Arena Civica Milano 18 Giugno
DjSet Boosta&Samuel
@ Gayvillage Roma 27 giugno

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mercoledì, 30 gennaio 2008

Delle cose capite e di quelle che no

Perchè le rivelazioni arrivano all'improvviso e non avvertono. E fanno pure un po' male ma solo all'inizio

Ho capito proprio adesso che:

Il colore della mia vita è il verde. Non il colore preferito ma il colore dell'umore. Il verde va dal verde pisello al verde bosco, tanto scuro che è quasi nero. Tra questi due estremi ci sono una varietà quasi infinita di sfumature. Basta solo vederle.

Non vale ostinarsi a cambiare per forza colore ad una giornata. Se è partita verde bosco finirà col verde bosco e io devo solo dipingermi la faccia di quel colore.

Assecondare non vuol dire arrendersi ma solo accarezzare.

Se associo troppo un gruppo ad una persona che perdo poi non riesco più a sentire il gruppo e sto gruppo, fatalità, compare in ogni dove e io ci rosico.

Il posto che non esiste, quello in cui voglio portare tutti gli amichetti, c'è ed è pure vicino.

Devo farmi un cartellone per la macchina con scritto "Smartista non ti temo"

Mi piacciono le sorprese perchè una sorpresa presuppone un pensiero e un pensiero rivolto all'altro fa bene, anche se silenzioso, a meno che non sia un pensiero di rancore, ripicca e rodimento di culo.

Mi piacciono i regali ma proprio tanto per il motivo di cui sopra. Un regalo è un pensiero preciso. è del tempo speso a pensare e a cercare le cose. è la fregola che ti prende nel momento in cui lo dai e in cui lo ricevi. non sai se piace ma ci speri perchè ti metti in gioco e ti senti vivo.

I regali mi piacciono e mi fanno commuovere ma poi la butto in caciara e rido con gli occhi lucidi.

Per diventare mio amico basta poco, davvero poco e se sei mio amico sei un pezzetto del mio cuore e vivi con me, ridi con me, ti incupisci con me e sei me.

Dire le cose per come stanno fa più male a me che alla persona a cui le dico.

Parlare con chi fa finta di non capire mi fa schifo.

Mi piace fare i mosaici con i pezzetti di cera gialla su una tovaglia nera

Avere una spilletta con un acronimo come A.F.A.B.J. mi fa sentire una pin-up uscita da una rivista patinata

Conoscere le persone che voglio conoscere ma che conosco poco mi porta sempre a sopravvalutarle tranne poi togliere la patina di incredibile che c'ho messo e vederle per quello che sono.

Devo trovare un uomo disposto a mascherarsi da Riff Raff perchè voglio troppo mascherarmi da Magenta al carnevale liberato e non devo neanche usare la parrucca.

Avere a che fare ogni giorno con i dolori degli altri, piccoli o grandi che siano logora, fa male ma se ti toglie da una parte ti da dall'altra.

La chiarezza è una cosa che forse non mi apparterrà mai totalmente ma quel poco che ho rubato dal grande baule delle cose segrete di Frà mi fa tanta luce.

Quando canto Pena da l'alma in ufficio mi sento un vecchio marinaio genovese, tipo quello del tonno insuperabile, con la sciarpa, il cappottino blu e la pipa, e scoppio a ridere sempre allo stesso punto

Metti una sera a cena co' Zio che cucina pure per me e spacca un piatto e ride perchè hai raggi che gli escono dalla pancia e non gliene frega un cazzo di tutto il buio che c'era prima perchè sto buio non c'è più e io lo voglio abbracciare ma non ci riesco e allora rido.

Metti una signorina milanese che mi abbraccia con l'abbraccio più vero degli ultimi 6 mesi o 6 anni e mi guarda e poi mi riabbraccia e io mi sento invincibile.

Metti una capa riccia che spunta dalla stazione, mi tira una busta piena di libri che parlano delle cose con le lacrime, si mette le mani in faccia e ride perchè c'ho i capelli coi petardi in testa e la faccia da orfanello dei simpson.

Prima pensavo che sì, mi ponevo delle piccole mete, ma ste mete erano tutte per una direzione sbagliata e quindi le ho tolte tutte perchè la metà mi avevano fatto male

Ora le mete le ho rimesse e le vedo tutte. Stanno vicino e voglio arrivarci da sola.

E' ora di dire abbasta a un sacco di cose.

Leggere il titolo di un racconto e vederci scritto sotto il mio nome in un libro vero, di quelli che si vendono nelle librerie, con le pagine che profumano e una copertina bellissima m'ha fatto uno strano effetto, ma credo che strano sia riconducibile a bello.

Gli strascichi nei rapporti, di qualunque natura sono, non devono esserci. Gli strascichi si trasformano prima in fili di ragnatela e poi in pezzi di ferro pesanti che non mi fanno andare avanti e sgambettare.

Ho bisogno di sgambettare come fanno i bambini quando li porti fuori stagione al mare e gli arrotoli i pantaloni al ginocchio per farli entrare nell'aqua.

Ho bisogno di puntare i piedi.
Ho bisogno di incrociare le braccia.
Ho bisogno di chiedere senza trovare mille scuse per farlo.
Ho bisogno di dire di no convincendomi di non essere una merda.

Ho delle doti onirico/divinatorie per le persone che aspettano un bambino. Quindi tu donna che non sai ancora se sei incinta o no vieni da Frà e risolverai i tuoi dubbi, altro che test di gravidanza.

Voglio stare bene anche se mi farò un culo così per arrivarci.

Tra il noto e l'ignoto devo smettere di scegliere la cosa più facile, che ovviamente è quella nota.

Buttare acido muriatico sui sentimenti non serve a niente se non a fare dei buchi ancora più grandi.

Voi, signori miei, non avete la più pallida idea di quanto siano belle le persone che mi stanno circondando in questo momento.
martedì, 22 gennaio 2008

Dies Irae

Se una cosa non ti piace spaccala

Ieri non mi piaceva niente. Avevo un'insofferenza atavica, la faccia incazzata, i capelli da Medusa e una voglia di menare le mani su qualsiasi cosa si muovesse.
Tempo fa ho imparato a bloccare la carotide di una persona con due dita. Cosa facile. Si puntano due dita, di solito indice e medio, in un punto che sta a metà del collo, si spinge verso l'interno e si tiene la presa per un po'.
Posso assicurare che fa male, soprattutto se c'è l'effetto sorpresa.
Passare sei ore in ufficio con il veleno in corpo è dura, non passa più e ognuno di voi lo sa. Se poi per alcuni motivi sei costretto a fare la bella faccia, tutto diventa un pelo più difficile.
Da un po' di tempo la musica che ascolto è cambiata. Prima ascoltavo cose patatose, per lo più stracciacazzi, che mi facevano venire gli occhi a cuore e sognare cose ovviamente immaginarie e indefinibili. Ora si va da Cat Power, che è abbastanza stracciacazzi, all'elettronica spinta, la musica da festini, cartoni e gin lemon. Musica che musica non è, è solo bassi sparati e poco altro ma mi piace. Mi anestetizza, mi stordisce, mi porta ad un tempo non tempo in cui non c'è niente.
Ieri sono entrata in casa e non mi ricordo la strada che ho fatto, ero presa da altro. Pensavo a non pensare, a riprendere ad andare ai festini con tutti gli annessi e fare la maledetta. Ma poi ho pure pensato che a me i maledetti m'hanno rotto i coglioni e quindi non ho pensato più di essere una maledetta, solo una stronza e non nel senso cazzuto del termine. Solo una stronza.
Allora entro, abbasso la serranda, serro le porte, accendo lo stereo, mi tolgo gli stivali, metto i mezzi guanti e inizio a muovermi. Muovo le gambe in sincrono e meno le braccia all'aria. Qualche pezzo è in italiano o in inglese comprensibile e inizio a cantare. Più canto più alzo la musica perchè grido, penso come sfogo di ripiego rispetto a spaccare le cose. Meno cazzotti ovunque e mi sento un'imbecille. Smetto chè non ha senso e chè il vetro si spacca facile.
Non posso stare in casa e esco. Quando non so dove andare vado dal benzinaio. Prima ci andavo con la scusa di fare benzina poi un giorno ho deciso di dire al benzinaio che mi era simpatico e quindi sarei andata a trovarlo quando mi andava senza fare il pieno a buffo.
Il mio benzinaio è un tipo figo, trentenne o giù di lì, con un nome che dimentico ogni volta ma che per pudore non chiedo più. Sempre lì appoggiato al muretto, in perenne scazzo apparente (così mi dice), sempre lì ad ascoltare le mie chiacchiere. Si dice che mi batta i pezzi, che con gli altri non è gentile e che sta sempre per i fatti suoi ma non mi interessa. Lui è la mia terapia gratuita. Gliel'ho detto e ha sorriso. Sono andata lì convinta di vomitargli parole addosso ma ho finito per parlargli delle gazze che invadono il mio ufficio. Si è riso tanto di risate problematiche dice lui, risate di persone che c'hanno un sacco di cazzi ma ridono comunque. Ho risposto che io in realtà non ne ho neanche uno e mi ha spinto. Gli ho detto che voglio regalargli un libro perchè i libri li regalo alle persone che mi fanno sentire bene e che voglio portarmelo in Portogallo. Lui ha sorriso di nuovo e mi ha detto che quando arrivo a 1000 punti benzina ci andiamo. Me ne mancano solo 300.

 

Consiglio del giorno: Non fatevi il piercing nel punto cerchiato di rosso. E' bellissimo ma fa un male porco.
recchia

 

 

 

 

 

Antico proverbio terracinese del giorno: Chi gira allecca, chi sta ferm s'assecca.

postato da: aliceassassina alle ore 13:27 | link | commenti (14)
categorie: deliri, vammazzo
domenica, 20 gennaio 2008

Pacciani "Ti trovo stanca. Hai delle occhiaie molto profonde"
Frà " Le occhiaie profonde le ho in dotazione da almeno due anni"
Pacciani "Ma dai? Non le avevo mai notate"
Frà "Beh, è difficile farlo se mi hai sempre visto piegata a novanta. Ciao paccià"
giovedì, 17 gennaio 2008

Fagian's night

Fagiana 1 " ...e il cane di San Rocco gli leccava le piaghe. Chi era invece il santo con il maialino?"
Fagiana 2 " Quello era Homer Simpson!"
delirio di risate fagiane

 

Fagiana 1 "Perchè tocca iniziare a fare le stronze sul serio"
Fagiana 2 " Con chi se lo merita"
Fagiana 3 " Ma io non ci riesco"
Fagiana 4 " Io alla fine crollo, non sono una stronza"
Fagiana 5 " Non guardate me, io sto in terapia apposta"

 

Con persone così affianco è difficile pensare al resto.

Immagineuntitled

postato da: aliceassassina alle ore 12:33 | link | commenti (3)
categorie: amichetti, so soddisfazioni, fagianefighe
lunedì, 14 gennaio 2008

Just another manic monday

"I buoni gusti non fanno le buone persone. Serve altro. Si deve dare rispetto, tempo, chiarezza, fiducia e buona volontà" Dice lui.
E' la cosa più vera che abbia sentito negli ultimi tempi. Perchè se manca anche solo una di queste cose inizia la fiera delle incomprensioni, delle cose non dette, degli scrupoli di coscienza e delle spugne gettate. Perchè è bello condividere un libro, una canzone, un concerto o una bottiglia di vino ma non basta. Inseguire una chimera, un pensiero o una percezione fa star bene all'inizio ma poi ti rendi conto che è inutile. Come quando prendi la sabbia. Prima o poi dalle mani scivola, tutta. E hai voglia a fermarla, a fare il tappo con l'altra mano, ti rimane solo qualche granello dopo un po'.
Ma la sabbia, si sa, non è fatta per stare in mano.

Ascolto consigliato: Alive - Pearl Jam

postato da: aliceassassina alle ore 07:36 | link | commenti (12)
categorie: riflessioni, amichetti, chiodi a gesucristo
venerdì, 11 gennaio 2008

Pure io sento le voci.
L'aggeggio che spara i bassi della musica del mio computer, che non so come si chiama ma un nome ce l'ha, da due giorni vive di vita propria e parla.
Parla con una voce romana da uomo, un po' ovattata, come quando c'è una infiltrazione telefonica. Si sente piano piano mentre faccio i fatti miei e ogni volta che urlo per chiamare le altre e farlo sentire smette. Però robbè l'ha sentito quindi non sento le vocine nel cervello.
E io c'ho paura che mi mandi i messaggi subliminali per farmi uccidere la gente.
postato da: aliceassassina alle ore 17:05 | link | commenti (5)
categorie: non è vero non ci credo
giovedì, 10 gennaio 2008

Si legge male,vero? Non è un caso.
L'ambiguità non fa capire un cazzo.
E mi girano le palle.

postato da: aliceassassina alle ore 15:16 | link | commenti (1)
categorie: riflessioni, estemporanità, sbrotti
venerdì, 04 gennaio 2008

Bella pe mme (*)

* post ad alta densità di lessico dialettale
che sono riuscita a non schiantarmi al suolo nella bolgia di via dei tribunali a Napoli
che nonostante le grida, le facce che si avvicendavano davanti a me, le luci colorate, le musiche, le cacche dei cani, i motorini sovraffollati, il traffico impazzito e i bambini che correvano ovunque ce l'ho fatta
che ho messo il panico in una bustina, tra una collana e una spilla di lanacotta, e non l'ho fatto uscire più
che volevo fare le foto alla monnezza ma quella al centro, m'hanno spiegato, non c'è perchè il decoro cittadino c'adda stà signorì.
che ho regalato al commercio partenopeo assai euro tra maglie e camicette e pantaloni e stivali e maglioni
che giravo napoli con una margherita di plastica (che altro non è che un fermaglio) tra sti capelli da vecchia signora, così, per dare un tocco di giovinezza.
che malgrado tutti gli avvertimenti degli indigeni (non portarti l'oro dietro - sì certo come se fossi la maronna 'e llarc- non dare confidenza, non infilarti nei vicoletti e blablabla) giravo tranquilla con la digitale a fotografare scritte strane e simpatiche che manco un giapponese.
che in cambio di un sorriso e qualche consiglio di applicazione dell'hennè mi faccio fare lo sconto sullo sconto
che penso a come sarebbe stata la mia vita se avessi scelto di studiare all'orientale
che maledico roma e i suoi affitti ogni volta che leggo il cartello "Affittasi mansarda il palazzotto d'epoca, 60 mq circa, appena ristrutturata, 500 euro spese incluse" 'mmocca a mmammeta a tutti i proprietari di casa romani.
che poi però ci ripenso e la maledico di meno perchè sta città m'ha visto fare tutto e un po' le voglio bene
che entro ed esco da un portone cinquanta volte perchè questo portone di legno alto almeno cinque metri ha un microportone di un metro e spicci attraverso cui passare per entrare nelle case e io mi sento un po' alice nel paese delle meraviglie e mi abbasso, entro, sorrido, esco e ripeto l'operazione
che penso che c'è qualcuno che vorrei portare nei vicoli pieni di panni stesi e di dialetto con cui sono cresciuta, di pizzafritta e trippa, di cristi velati e bimbi spogliati e accaldati che rincorrono un pallone, di negozi falliti che portano il mio cognome, di piazze che frequentavo quando ancora dovevo decidere la città che m'avrebbe adottato a diciott'anni, di sorrisi, di motorini che inchiodano e dicono "Scusate, nun v'ev vist"
che vengo scambiata per una mamma perchè rimango a guardare i bimbi piccoli e "sembrate proprio una mamma ca s'è scurdata a criatura 'a casa" ma io la creatura non ce l'ho ancora.
che attacco a parlare con chiunque mentre si fa fila per entrare in pizzeria e mi faccio raccontare le cose che non so dei vicoli.
che mi schiatto ovviamente pizza pummarola  muzzarella e tant'ammore, nu babà e na sfugliata
che mi siedo sugli scalini che m'hanno accolto esattamente dieci anni fa e mi dico che sì, camminerò pure nel deserto da tanto tempo ma ormai non voglio più fermarmi se vedo oasi o miraggi, mi servono per star bene solo il tempo di una bevuta e poi c'ho ancora più sete, tanto vale...
che canto Scanto di sirene e Le rughe sulla fronte e nonostante tutto sono contenta, con le mie duecento borsine in mano, neanche un soldo in tasca e la margherita in testa
DSCN3081
postato da: aliceassassina alle ore 17:44 | link | commenti (6)
categorie: riflessioni, autocelebrazioni, so soddisfazioni