Vivo da imbranata da che sono nata
[...] Chiacchierarono un po'.
Chuckie non aveva mai capito che senso avesse. Quando era piccolo, come la maggior parte dei bambini, aveva osservato con insofferenza la via degli adulti. Gli sembrava che non facessero altro che chiacchierare: non si rincorrevano mai, non giocavano, non si divertivano. Non c'era dinamismo nella loro vita, bensì una sorta di vuoto esistenziale. Per molto tempo aveva pensato alle prospettive di una vita adulta con grande sconforto. A cosa servivano tutte quelle parole? Avrebbe dovuto parlare tanto anche lui? Perchè? E avrebbe dovuto anche stare ad ascoltare gli altri? [...]
Eureka Street - Wilson McLiam
Come per i film non riesco a fare recensioni imparziali, magari mettendo in risalto lo stile narrativo o i colpi di genio dell'artista. Non ci riesco perchè le cose che leggo, ascolto, guardo e sento le divido in due metà pressochè perfette: cazzotto allo stomaco o niente. Questo libro, consigliatomi da chi ne capisce a pacchi, l'ho comprato così, tanto per, non mi piaceva la copertina ma il titolo sì. L'ho iniziato per purgarmi dai noir che continuavo a leggere e mi facevano vedere corruzione e maniaci ovunque. Ci sono entrata dentro dopo una decina di pagine e l'ho finito alle 4.39 di stanotte. Solamente per un altro libro, anzi altri due, ho perso il sonno e questo la dice lunga. C'è dentro tutta la durezza dell'Irlanda, dipinta però con dei colori molto leggeri. Ci sono dentro tutte le persone che conosci e tutti gli scazzi che hai avuto almeno una volta. Ci sei dentro pure tu, solo senza bombe.
Chiudo l'anno con questo libro. Voi cercate di aprirci quello nuovo.
A me che il Natale ha sempre scaldato il cuore, messo sorrisoni ebeti sul viso e frenesia da regalo almeno un mese prima quest'anno non s'è fatto proprio sentire.
Allora per farmi scaldare il cuore faccio qualche chilometro in più e arrivo nella culla della felicità apparente, apparente perchè sono rimasta venti minuti a guardare le varie illuminazioni natalizie sul fiume e quasi quasi mi commuovevo. Un paese che mi ha sempre fatto sentire a casa, dove ci sono un paio di amichetti che sorridono e abbracciano, sanno ma non parlano e il mio amico rissoso che mi tira per un braccio mentre fumo fuori al freddo e mi porta dentro per ballare stretti stretti Annarella e commuoversi ogni volta che si canta "Non dire una parola che non sia d'amore" . Pare che questa ormai sia la canzone che c'accompagna ogni volta che uno dei due è in scazzo. E stavolta tocca a me. Parloparloparlo di cose che non conosco perchè ho deciso che dentro non voglio tenermi più niente, pure perchè non c'entra neanche una virgola ormai. Sorridiamo perchè tanto niente ci butta giù (all'apparenza) e pure se fosse ci raccogliamo come abbiamo sempre fatto. Gli equilibristi senza rete che però non cadono, che ormai si parlano con le frasi delle canzoni perchè c'è molta più musica che sangue in tutt'e due, che rispondo a quiz improbabili su mucche e merli, che si salutano e si danno gli auguri per una festa che da due anni a sta parte fa la vaga e non si fa sentire.
Babbo Nachele quest'anno con me s'è divertito parecchio.
In quanto bimba buona m'ha portato le occhiaie, un labbro gonfio e una scatola di latta con una bottiglia di spumante, due calici e un biglietto con scritto " Stappare solo in caso di emozioni grosse".
Ora, tra una lasagna, un fritto e il vino aspettiamo sto momento.
Intanto buon nachele a tutti

*due mucche fanno Mu Mu
Sono giorni di riflessione questi. Giorni in cui sono accadute piccole grandi rivoluzioni. Giorni di prese di coscienza, di mattoni sul cuore e gambe pesanti e pensanti. Giorni in cui ho smesso di scappare da chi e da cosa, ho infilato le scarpe di cemento e ho iniziato a parlare. Non è andata bene anche se non ho capito come volevo che andasse ma l'ho fatto. Sul tavolo ho messo il coraggio, gli occhi lucidi e una paura fottuta. 3 cose talmente tanto diverse che proprio non riuscivano a stare vicino. Ogni cosa mi chiamava, mi tirava e mi chiedeva di andare via.
Da due anni ogni 20 dicembre succede qualcosa che mi costringe ad aprire gli occhi su nuove realtà.
Due anni fa era la laurea che s'è messa in braccio a me e ha detto "che volemo fà?"
L'anno scorso un paio di saluti definitivi, un lavoro arrivato per caso e un gatto.
Quest'anno due cose che racchiudono tutte le paure del mio mondo mi sono venute incontro a braccetto e hanno iniziato a prendermi a pizze in faccia. Non so ancora chi la vincerà. Io intanto mi canto sempre la stessa canzone da due giorni.
I might be wrong
I might be wrong
I could have sworn
I saw a light coming on
I used to think
I used to think
There is no future left at all
I used to think
Open up, begin again
Let's go down the waterfall
Think about the good times
And never look back
Never look back
What would I do?
What would I do?
If I did not have you?
Open up, let me in
Let's go down the waterfall
Have ourselves a good time
It's nothing at all
Nothing at all
Nothing at all
I might be wrong
Radiohead


Non sono brava a fare le recensioni perchè c'è bisogno di conoscenza cinematografica, distacco e obiettività e non possiedo nessuna di queste tre caratteristiche. Questo film però io l'ho visto proprio ieri sera, con una vocina che mi canticchiava nell'orecchio e mi raccontava la storia delle canzoni e si emozionava e mi spiegava i significati di alcune scene che io non riuscivo a capire. E mi è piaciuto tanto. A suo modo ( o a mio, devo ancora capirlo) e un film che riscalda. Più di questo non so dire.
Voi andate a vederlo perchè, tranne due scene di balletti brutti, il film vale.
E magari uscirete canticchiando tutte le canzoni e con il cuoricino un po' meno duro.
