Vivo da imbranata da che sono nata


Guardando E!, il nuovo canale di sky così fescion end glemur, che ti fa vedere tutte le cose private delle persone dello sciòbiz si scoprono inqueitanti verità e si dà vita a discussioni di un certo spessore culturalesistenziale
Matrioschetta "Oh ma lo sai che Kate Moss è alta solo 160 cm?"
Io "Ma che dici, è una modella"
Matrioschetta "Embè?"
Io, ingozzando di popcorn in posa boteriana sul divano "Ma porcaputtana, perchè nessuno me l'hai mai detto che si può fare la modella pure da tappa? Invece di mangiare, studiare e lavorare potevo passeggiare su e giù, senza fare la mignotta, e drogarmi e stare con le rockstar e prendere un sacco di soldi continuando ad essere una fattona. Potevo sfilare e farmi fotografare, fare la pazza ed essere definita ragazza ribelle, potevo vomitare senza essere chiamata anoressica, potevo spaccare la faccia alle mie serve, potevo farmi regalare vestiti costosissimi per farci dormire il mio costoso cane topo...insomma potevo fà quello che mi pareva"
Matrioschetta "Se se..."
Io "'mbè che c'ha kate moss più di me? Io sono pure più alta e più intelligente!"
Matrioschetta "Ingozzati che è meglio, sta cessa!"
A differenza di quanto creda ci metto molto a metabolizzare le cose, soprattutto quando queste cose sono belle e succedono tutte in rapida sequenza e in poco tempo.
Un treno con un'ora e mezza di ritardo, un folle puzzone con i pantaloni sbottonati che fa capolino dallo scompartimento buio in cui dovevo entrare, un uomo con i piedi più puzzolenti del mondo e una russata quasi ipnotica, un' amichetta che diventa piccola piccola per non sentire freddo e odori pestilenziali, un treno di notte che taglia l'italia in due, una compilation che più da sonno sembrava da taglio di vene, il mare che compare all'improvviso, molto presto al mattino e poi Trieste. Una città di confine che si sente che è diversa. Una città meravigliosamente maliconica col suo vento, le piazze, le luci blu e gli spritz, cammiunate di spritz in bicchieri grandi e freddi. Lubiana e i suoi fricchettoni, il ponte e il fiume, le case con i tetti stile Heidi, tutto pulito, ordinato e profumato. Postumia e le grotte, il trenino sottoterra e i draghetti ciechi, il blackout momentaneo (che in grotta posso assicurare che un po' di paura lo fa) e tante foto. Foto alle stalattiti e alle stalagmiti, ai pipoli giganti e al bar Pipolo. Il pollo mangiato con le mani, la soddisfazione di vedere l'amichettamia che mangia non solo il pollo con le mani ma anche la carne al sangue, un lettone grande da dividere in tre e si stava pure comodi, frasi strane, ma neanche troppo, gridate durante il sonno, strani individui ubriachi che imboccano in stanza e ripetono 9 volte la stessa frase, il suono del vento che mi piace, il mare che lo vedevo quasi ovunque e aveva un effetto calmante, le dormite in macchina tra uno spostamento e un altro, l'uomo focaccina e le donne pedalino, un sacco di parole e di risate, Einaudi (quasi)sempre presente. Che penso che proprio Einaudi sia perfetto per guardare Trieste. Le foto con Joyce, la puntatina a Feltrinelli chè i libri non bastano mai, "andiamo a Monaco, no no, andiamo in Croazia, no no andiamo a Fraubluker, vabè torniamo a Trieste." E "guarda quanto costano poco le case, ci danno subito un mutuo. Signò trasferiamoci" e tante altre cose che stanno ancora ammucchiate dentro.
Sì, ci metterò un po' a metabolizzare tutto...