Vivo da imbranata da che sono nata
E dopo anni di precariato zozzo e sottopagato si festeggia.
Alzate i calici Signò, prendete bombette, trombette e botti vari e cantate.
In un afoso mattino di fine luglio, tra giramenti di capa, ore e ore in fila sulla pontina, altre ore perse ad aspettare i mezzi ATAC ( che bruciassero tutti all'unisono) L'Assunzione arrivò, sottoforma di contrattino a TEMPO INDETERMINATO e gli angeli si unirono in coro.

(al primo che mi taccia di blasfemia verrà tagliata la testa)
Senza soffermarmi sulle battutine del capo del personale ("Nè Francè mò puoi mettere 'a capa a ffà bbuono e ti puoi shposà"), vengo subito al motivo di questo insulso post.
Un'entità buona, veggggente e paranormale, con arnesi di cui ignoro totalmente le funzioni, ha creato il regalo migliore finora pervenuto alla scrivente (questo è un invito per voi, maledetti pulciari)



Dire che è geniale è riduttivo, considerando che non mi conosce ma è riuscito a farmi comunque gli occhi a palla.
Bella pe llui e bella pure pe mme
PS: Offro da bere ai primi cinque che si degnano di festeggiarmi.
L'automobilista tipo è donna. Ha un'età che oscilla tra i venti e i trent'anni. Spesso di rosa vestita ( ma anche di bianco, di celeste o di paillettes), con french nails che limitano le capacità di mobilità dello sterzo, capelli rigorosamente Lunghi, Lisci perfettamentepiastrati, Neri (ma c'è anche la variante bionda), frangettone che arriva a metà palpebra e ostruisce le capacità di visuale frontale, miliardi di oggettini di bigiotteria da bancarella e occhialoni abnormi, pagati l'iradiddio, quasi sempre Dior o Gucci, che ostruiscono la visuale laterale (praticamente una cavalla coi paraocchi).
L'automobilista tipo guida la SMART... non una macchina, la Smart, una cosa quadrata che non è niente di più che un motorino con la cappotta e che puntualmente mi fotte i parcheggi sul lungotevere.
Ora, se si apre il dizionario inglese/italiano, alla voce smart si legge: adj intelligente, furbo, sveglio. Se di prosegue nella lettura, tra le addictional translation si trova anche in gamba, in forma, brillante e addirittura repentino.
Alla luce di questa ricerca e in barba ad ogni tipo di definizione le persone che guidano questo triciclo possono dividersi in due categorie:
Gli imbecilli, persone che compromettono la sanità mentale degli altri guidatori e pensano che il cambio non è altro che un'appendice verticale che serve come perno per mollettoni e pupazzi pendenti
e
I neopatentati, entità paranormali, pluribocciate all'esame di guida e quindi riconducibili alla prima categoria.
L'automobilista tipo ha la Smart nera con specchietti, minigonne e parafanghi fucsia. Riempie questo mezzo metro quadro di ferraglia di pupazzetti stucchevoli di colori improbabili. Sul lunotto posteriore ha attaccato una riproduzione di targa americana che riporta, badate bene che questa è la chicca, la scritta Smartina ( ha probabilmente speso ventimilaeuro per comprare sta scatoletta de tonno solo perchè con un greve gioco di parole si poteva capire il suo nome e qui soffoco ogni istinto incendiario). Spara musicademmerda a mazzetta allietando la mattinata dei suoi vicini automobilisti.
L'automobilista tipo la incontri alle 8 del mattino lungo via ardeatina, al semaforo più impicciato di Roma, e la vedi intenta a zigzagare tra le due file per cercare di rosicchiare qualche metro di vantaggio sugli altri.
L'automobilista tipo blocca il traffico per cinque minuti perchè, sebbene abbia un'auto (burp) senza marce e stia quindi guidando poco più che una macchina da scontro, sgasa, ingrippa il motore e riesce a far spegnere la macchina.
L'automobilista tipo si incazza, muove il frangettone e picchietta le unghie french sul volante perchè qualcuno decide di non farla passare.
L'automobilista tipo suona il clacson a qualsiasi sventurato le si pari innanzi.
L'automobilista tipo vuole riuscire a tagliarmi la strada e passarmi avanti.
L'automobilista tipo inizia a gesticolare nervosamente a ME.
L'automobilista tipo decide di morire.
L'automobilista tipo viene stretta contro il muro, fatta smerdare e minacciata di morte da una me ancora assonnata e abbastanza clemente.
L'automobilista tipo ha paura e da una settimana ha deciso di cambiare strada. Chissà perchè...

Sei un mio amico e hai la Smart?
....uhm... sei sicuro di essere mio amico?
Nonostante sia laureata in lingue mi sforzo di non voler capire l'inglese, non mi piace la lingua e non mi piacciono gli inglesi.
Ieri serà però ho capito tutto. Ho capito le parole mentre cantava, ho capito le rarissime frasi che pronunciava e ho capito la storiella agrodolce che ha raccontato a fine concerto (valida scusa per fare uscire l'ubriacone che è in lui).
E mentre ridevo della storiella e del palchetto comico irlandese montato per l'occasione arriva una mazzata, pesante e inaspettata
...you give me three cigarettes to smoke my tears away...
Ero preparata al concerto e alle emozioni stracciacuore e alle lacrimucce che sarebbero uscite ma a sta frase no, cattiva e infingarda, proprio alla fine del concerto che avevo retto - quasi - stoicamente.
La recensione del concerto non la faccio perchè sono di parte e non va bene.
C'era questo cantante, piccolo e basso, con una chitarra troppo grande per lui. C'erano gli altri componenti del gruppo, tutti piccolini e molto inglesi. C'era una bella atmosfera in platea. C'erano le candele sul palco e le luci tutte blu, tutte viola, tutte arancioni e stroboscopiche che proiettavano palline rotanti di luce in ogni dove. C'era una stella cadente che è passata e io l'ho vista.
Dico solo che mentre st'irlandesino nano cantava e azzittiva tutta la platea italiana lì presente (incredibile ma vero), con l'amichetta a fianco che si chiudeva a riccio e tutte le coppiette malefiche abbarbicate su loro stesse, ho capito che pur volendo non ci avrei portato nessun ometto a questo concerto.
Perchè Damien Rice fa male già da solo, soprattutto quando canta le canzoni del primo album.
Perchè difficilmente Damien Rice piace agli ometti.
Perchè io non canto durante questo tipo di concerti. Muovo solo le labbra, inumidisco gli occhi e cerco di non pensare a niente.
Perchè divento autistica e non sopporto nessuno che non sia come me.
Perchè queste serate devi farle da sola, senza dover per forza abbracciare qualcuno (che non sia l'amichetta ovviamente).
Perchè almeno cinque pezzi sono legati a cose passate, non necessariamente brutte, che però graffiano ancora.
Perchè è proprio difficile riuscire a condividere qualcosa con qualcuno.
E...

...'til I find somebody new...
Il lunedì si sa che è un giorno cazzone. Tutti che si lamentano, che sono stanchi, ustionati dal mare, sfranti dalle svariate notti in giro, distrutti dalle pezze alcoliche e quant'altro.
Si sa pure che il lunedì è il giorno in cui si dovrebbero fare progetti, il primo giorno della settimana lavorativa, quello in cui si gettano le basi per la settimana ma le uniche cose che si gettano sono al massimo gli sbrottini della sera prima.
E siccome è lunedì, in ufficio non ho c'ho un cazzodafà, sto sveglia dalle sei e mi rode pure un po', cado in tentazione e mi autocelebro con le chiavi di ricerca che hanno portato gli ignari viaggiatori internettiani qui dentro.
Ora, ci sono le chiavi normali, tipo blog Marlene, blog Afterhours, blog tristi e quant'altro.
Le chiavi che mi danno un po' da pensare sono due:
Devastazioni anali. Spiegatemela
Significato del martello pneumatico nei sogni. Spiegatemi pure questa
Non è che me la prendo con le due entità che cercano ste cose ma col motore di ricerca del piffero che manda sti poracci qua dentro.
Andiamo avanti con il post a buffo e le manciate di cazzi miei.
Ho fatto Roma-Verona Verona-Roma in 2 giorni, stando in 5 in una grande punto. Evito commenti inutili ma riporterò la nota positiva del viaggio.
Un meraviglioso quadro, appoggiato davanti al secchione per la carta (chè i veronesi c'hanno un senso civico che noi neanche nei sogni migliori) rubato dalla scrivente perchè fa pendant con i colori della stanza.
A breve seguirà foto illustrativa.
Ultima notizia che non lega per niente con tutto questo...
237 motivi per fare sesso.
Azz...237??? 237 motivi, non uno, due dieci, cinquanta. duecentotrentasette. Se lo scrivi è pure lungo sto numero e tu, fantocci maledetto, non ne trovi uno? O meglio, mi trovi duecentotrentasette scuse? E vabbè
Con questo si conclude la rubrica "Scrivi anche tu un post che poteva tranquillamente andare a finire nella monnezza"
Estratto depurato da una conversazione pomeridiana avvenuta, fortunatamente per la controparte, in una finestra di emmessenne
Bello mio tutto bene?
Eh sai sono giorni duri questi
Mi dispiace. Cos'è successo? Problemi in famiglia? Personali? Catastrofi naturali imminenti?
No no è il lavoro. Mi sta distruggendo. Non ho più il tempo di vivere...
Addirittura...non ricordavo che lavorassi in miniera..
Non scherzare. I ragazzini sono capaci di distruggerti e poi l'altra cosa che è un lavoro, lo sai no?
Essì immagino ( ma vaffanculo, hai un lavoro non lavoro e ti lamenti). Senti un po'...noi ci vediamo? (Fantocci me lo dii)
Eh non lo so. Sono davvero stanco, non ce la farei...Comunque scusami. Volevo chiamarti ma poi mi è andata male una cosa ed ero troppo incazzato per uscire
Perchè? Dovevi chiamarmi?
Volevo farti una sorpresa ma poi mi sono incupito
E non potevi fare il vago invece di dirmi che volevi farmi una sorpresa? Mo rosico due volte.
Hai ragione
Eh lo so. Comunque dai, liberati così andiamo in spiaggia (Fantocci me lo dii)
Bello! Però non posso...mi piacerebbe proprio stare un po' con te. Che fai oggi?
Mah niente. Devo fare dei giri per i negozi
Che bello. Ti accompagnerei ma non posso proprio. Sai tutti questi impegni...però lo farei molto più che volentieri. Il tempo che non basta mai ma vorrei proprio tanto stare con te
Allora trova il modo. Non credo tu non abbia un'ora libera ( Fantocci me lo diiii)
Proprio non ce la faccio...però vorrei
'A Fantò ma vaffanculova!
E vaffanculo pure a Splinder che mi visualizza questa conversazione un po' come gli pare